Economia

Intelligenza Artificiale: Italia 18ª in UE, tra punti di forza e criticità

19 marzo 2026, 18:00 3 min di lettura
Intelligenza Artificiale: Italia 18ª in UE, tra punti di forza e criticità Immagine da Wikimedia Commons Roma
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Posizione UE e Mercato IA Italiano

L'Italia occupa la 18ª posizione all'interno dell'Unione Europea per quanto riguarda l'adozione delle tecnologie di intelligenza artificiale. Il mercato nazionale, già considerevole con oltre 1,2 miliardi di euro, è proiettato verso una crescita significativa, con stime che prevedono il raggiungimento di 5 miliardi di euro entro il 2030.

Nonostante questa posizione, il Paese vanta asset strategici di rilievo. Tra questi spiccano due supercomputer tra i primi cinque in Europa e la primazia di essere stata la prima nazione nell'UE a introdurre una legge nazionale sull'IA. A ciò si aggiungono imprese d'eccellenza con un raggio d'azione globale.

Criticità e Fuga di Talenti

Il quadro italiano presenta tuttavia tre aree di criticità che necessitano di attenzione. La prima riguarda la dipendenza tecnologica dall'estero per l'acquisizione di hardware. A ciò si aggiunge un marcato divario salariale, stimato tra il 40% e il 50% inferiore rispetto a nazioni come Germania e Regno Unito.

Questo divario retributivo è una delle cause principali della fuga di talenti qualificati verso altri paesi. Un'ulteriore debolezza risiede nella disparità di adozione dell'IA tra le grandi imprese, che la utilizzano nel 53,1% dei casi, e le piccole e medie imprese, dove la percentuale scende drasticamente al 15,7%.

Settori Chiave e Priorità Legislative

Il rapporto, curato da Luciano Floridi, presidente della Fondazione Leonardo Ets, identifica i settori con il maggiore potenziale di crescita grazie all'IA. Tra questi emergono l'analisi testuale e i sistemi conversazionali, che registrano un aumento annuo dell'86% e rappresentano il 32% del mercato. Altri ambiti promettenti includono le applicazioni industriali e la manifattura 4.0, la convergenza tra IA e scienze della vita (Life Sciences) e i servizi destinati alla pubblica amministrazione.

Per trasformare l'intelligenza artificiale da potenziale minaccia competitiva a motore di rilancio industriale, il documento segnala tre priorità legislative immediate. È fondamentale emanare i decreti attuativi della Legge 132/2025 per garantire stabilità normativa. Inoltre, si richiede l'operatività di un fondo da un miliardo di euro, definendo criteri chiari per l'allocazione di risorse destinate a IA, quantum computing e cybersecurity.

Infine, si propone di potenziare il regime degli impatriati, estendendolo da 5 a 10 anni per i professionisti dell'IA. Questa misura mira a rendere l'Italia più competitiva rispetto agli incentivi offerti da Germania e Regno Unito per attrarre e trattenere talenti.

Investimenti Necessari per il Futuro

Le raccomandazioni del rapporto implicano la necessità di risorse aggiuntive stimate tra 800 milioni e 1,2 miliardi di euro per il triennio 2026-2028. Una quota significativa, circa 500 milioni di euro, è destinata a un fondo di Venture Capital specifico per l'IA.

Ulteriori 150 milioni di euro sono previsti per incentivi fiscali volti a favorire il rientro dei talenti in Italia. Altri 100 milioni saranno impiegati per rafforzare gli uffici di trasferimento tecnologico universitari. Le risorse rimanenti saranno allocate a formazione, potenziamento delle infrastrutture dati e attività di coordinamento strategico.

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