Cronaca

Immunoterapia: nuove strategie contro i tumori

19 marzo 2026, 10:15 2 min di lettura
Immunoterapia: nuove strategie contro i tumori Immagine da Wikimedia Commons Roma
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Nanoparticelle: energia per le cellule immunitarie

La lotta contro il cancro si arricchisce di nuove armi grazie all'immunoterapia, un approccio che mira a rafforzare o modificare geneticamente le difese del paziente per attaccare le cellule malate. La ricerca scientifica sta esplorando diverse vie, tra cui l'uso di nanoparticelle e la produzione di cellule Car-T direttamente nell'organismo.

I linfociti T, globuli bianchi cruciali nell'identificazione e distruzione delle cellule cancerose, sono al centro di due recenti studi. Beatrice Zitti dell'Istituto Airc di Oncologia Molecolare (Ifom) di Milano sottolinea come queste cellule siano il principale bersaglio delle nuove terapie, evidenziando il potenziale di entrambe le strategie studiate.

Terapie Car-T: produzione in vivo

Un primo studio, pubblicato su Nature Nanotechnology, propone nanoparticelle universali che agiscono come un vero e proprio «energy drink» per le cellule immunitarie. Queste particelle contrastano l'esaurimento dei linfociti T causato dall'ambiente tumorale ostile, ricaricandoli per un attacco più efficace. Esperimenti su topi hanno mostrato l'eliminazione dei tumori in circa 30 giorni e una protezione duratura dalle recidive.

Parallelamente, ricercatori dell'Università della California a San Francisco hanno sviluppato un metodo innovativo per produrre cellule Car-T direttamente nel corpo del paziente. Questo approccio mira a superare le lunghe e costose procedure attuali, che prevedono il prelievo, l'ingegnerizzazione in laboratorio e la reinfusione dei linfociti T.

Crispr-Cas9 e combinazione terapeutica

La nuova frontiera delle terapie Car-T, secondo Zitti, coinvolge l'uso di due tipi di nanoparticelle. La prima veicola il sistema Crispr-Cas9, le «forbici molecolari» capaci di tagliare il DNA, esclusivamente ai linfociti T. La seconda particella assicura il corretto posizionamento del nuovo gene. Test condotti su topi con sistema immunitario umanizzato hanno dimostrato l'efficacia contro tumori del sangue come leucemia e mieloma multiplo, oltre a un tumore solido.

Zitti evidenzia l'importanza di reclutare e potenziare il sistema immunitario, ma ricorda anche il ruolo fondamentale di terapie tradizionali come chemioterapia e radioterapia. Queste ultime, infatti, uccidendo le cellule cancerose, rilasciano segnali che possono stimolare le difese immunitarie. La ricerca attuale si concentra sulla comprensione di come combinare al meglio questi approcci terapeutici, somministrandoli contemporaneamente o in sequenza per massimizzare i benefici per i pazienti.

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