Il sequel de "Il diavolo veste Prada" è uscito dopo 20 anni, portando con sé diverse curiosità. Dalle trattative con Meryl Streep ai cameo cancellati, ecco i retroscena del film.
Il ritardo nella produzione del sequel
La realizzazione di un secondo capitolo de "Il diavolo veste Prada" ha richiesto due decenni. Questo lungo intervallo di tempo ha sollevato interrogativi tra gli appassionati del film. Diverse ragioni hanno contribuito a questo ritardo.
La sceneggiatura del film è un'opera originale. Non si basa direttamente sul libro sequel "La vendetta veste Prada" di Lauren Weisberger. La scelta è stata fatta per dare maggiore risalto al personaggio di Miranda Priestly.
Nel romanzo, Miranda ha un ruolo meno centrale rispetto al primo libro. La produzione cinematografica ha preferito adattare la storia per valorizzare ulteriormente l'iconica interpretazione di Meryl Streep.
Trattative con Meryl Streep e il cast
Le prime idee per un sequel di "Il diavolo veste Prada" sono emerse già nel 2009. Tuttavia, all'epoca, sia Meryl Streep che Anne Hathaway ed Emily Blunt ritenevano improbabile la sua realizzazione. La svolta è arrivata nel 2024 con un primo concept di Aline Brosh McKenna.
Meryl Streep, vincitrice di tre Premi Oscar, non è una grande fan dei sequel. L'unica altra sua partecipazione a un seguito è stata in "Mamma Mia! Ci risiamo", dove il suo ruolo è stato ridotto. Sono serviti anni di negoziazioni e offerte economiche per convincerla.
Un punto chiave dell'accordo per il ritorno di Streep è stata la garanzia che anche Anne Hathaway e Emily Blunt riprendessero i loro ruoli. La loro presenza era fondamentale per il suo coinvolgimento.
Cameo e personaggi tagliati dal film
Inizialmente, l'attrice Sydney Sweeney aveva girato un cameo. Interpretava se stessa, aiutata da Emily a scegliere i suoi abiti. La scena è stata poi eliminata in fase di post-produzione.
La sequenza non si integrava bene con la struttura narrativa generale del film. La sua rimozione è stata una scelta dettata dal montaggio finale. Questo ha impedito la sua apparizione nel film.
Anche il regista David Frankel aveva considerato un cameo per Adrian Grenier. L'attore interpretava Nate, il fidanzato di Andy nel primo film. L'idea è stata scartata per problemi di programmazione.
Grenier ha espresso delusione per non essere stato contattato. Ha comunque riconosciuto le critiche miste ricevute dal suo personaggio nel corso degli anni. La sua assenza è stata quindi una decisione logistica.
I costumi e la loro destinazione
La costumista di questo sequel è Molly Rogers. Lei è una collaboratrice di lunga data di Patricia Field, la stilista del primo film. Rogers ha recentemente lavorato anche alla serie "And Just Like That...".
Il cambio di costumista non è stato accolto positivamente da tutti. Michelle Lee di People ha descritto il guardaroba come un "confusionario guazzabuglio". Le critiche hanno evidenziato una presunta mancanza di coerenza stilistica.
Meryl Streep ha rivelato che i proventi della vendita all'asta dei costumi del film andranno in beneficenza. Il ricavato supporterà il Comitato per la protezione dei giornalisti. Questa organizzazione promuove la libertà di stampa a livello internazionale.
Il 2026 di Anne Hathaway
Il 2026 si preannuncia un anno importante per Anne Hathaway. Il sequel de "Il diavolo veste Prada" è solo uno dei cinque progetti in uscita. L'attrice ha dichiarato di non aver avuto pause lavorative.
La sua presenza dominerà il box office con film di generi diversi. Tra le uscite previste ci sono il musical "Mother Mary", il thriller "Verity", il film di fantascienza "La fine di Oak Street" e il kolossal "Odissea".
Domande frequenti
Perché "Il diavolo veste Prada 2" è uscito così tardi?
Il sequel è uscito 20 anni dopo il primo film a causa di diverse ragioni. Tra queste, la riluttanza di Meryl Streep a partecipare a sequel e la necessità di sviluppare una sceneggiatura originale che valorizzasse il suo personaggio. Ci sono voluti anni di trattative per riunire il cast principale.
Chi ha disegnato i costumi de "Il diavolo veste Prada 2"?
I costumi sono stati disegnati da Molly Rogers, collaboratrice storica di Patricia Field, costumista del primo film. Il suo lavoro ha ricevuto critiche miste, con alcuni che lo hanno definito "confusionario".