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Il primo romanzo di Franco Currò, "Il coltello della memoria", esplora l'eredità del Sessantotto e le complesse relazioni padre-figlio. L'opera analizza le illusioni e le disillusioni di una generazione.

Il lascito del Sessantotto nel primo romanzo

Il 14 aprile arriva in libreria "Il coltello della memoria". È il debutto letterario di Franco Currò, pubblicato da Rizzoli. Il volume, di 240 pagine e al prezzo di 18,00 euro, affronta il tema dell'eredità del Sessantotto. Lo fa attraverso lo sguardo di un giovane protagonista. Egli ripercorre le vicende del padre, segnato da quel periodo storico.

Currò, giornalista con una vasta esperienza. Ha iniziato la sua carriera all'ANSA. Successivamente ha lavorato per diversi quotidiani e periodici. Dal 1997 si è dedicato alla comunicazione d'impresa strategica. Ha ricoperto il ruolo di direttore della Comunicazione per Fininvest. Ha anche operato come consulente. In questo ruolo ha collaborato strettamente con la presidente Marina Berlusconi.

Nel suo romanzo, Currò dipinge il ritratto di una generazione. Questa generazione aveva l'ambizione di sfidare il conformismo del potere. Tuttavia, si è poi divisa. Alcuni membri si sono adattati alle nuove realtà. Altri hanno scelto di rifugiarsi nella nostalgia del passato.

L'autore intreccia la dimensione privata con la riflessione civile. Esplora in particolare il lascito di questa rivoluzione incompiuta. Un'eredità complessa che ha modificato il rapporto tra padri e figli. Spesso ha lasciato questi ultimi privi di punti di riferimento solidi.

Un'eredità che genera conflitto

Il romanzo contiene passaggi significativi che evidenziano la frattura generazionale. Currò scrive: «La realtà, Pietro, è che le generazioni costruiscono la propria identità attraverso lo scontro con i padri. A noi questo non è stato permesso, soffocati dalla loro melassa progressista.»

Viene criticato l'atteggiamento genitoriale che mira a essere amico dei propri figli. «La follia estrema: essere amici dei propri figli. Hanno cercato di esaudire ogni nostro desiderio prima che lo manifestassimo, privandoci così del piacere di desiderare» afferma Currò nel testo.

La trama prende avvio con un evento drammatico. Un colpo di pistola alla tempia. La polizia archivia il caso come suicidio. Il protagonista è Alberto Novelli. Era un critico cinematografico un tempo noto. Ora è dimenticato dai suoi vecchi compagni del Sessantotto.

Un biglietto d'addio, ritrovato accanto al corpo nel suo appartamento a Porta Venezia, a Milano, recita: «Conveniva a tutti». Questo messaggio incuriosisce il vicecommissario Peppuccio Loporto.

L'indagine che svela segreti

Il vicecommissario Loporto si appassiona alla storia di Novelli. Riconosce in essa le promesse mancate della propria giovinezza. Accanto a lui c'è Pietro. È il figlio di Alberto, sempre estraneo alla figura paterna. Non aveva mai accettato il ruolo di padre.

Ora Pietro è costretto ad affrontare ciò che ha sempre evitato. Deve svelare l'enigma di chi fosse realmente Alberto Novelli. Deve comprendere la sua eredità politica e intellettuale. Questa eredità rischia di far riemergere ideali traditi e segreti scomodi.

Lo sfondo è una Milano in continua trasformazione. L'indagine si trasforma per Pietro in un doloroso viaggio di auto-scoperta. Un percorso che lo porta a confrontarsi con la sua incapacità di amare. E con una generazione che credeva di poter cambiare il mondo. Ma che ancora oggi fatica a fare i conti con la storia.

Presentazioni del libro

"Il coltello della memoria" verrà presentato il giorno stesso della sua uscita. A Milano, alle 18:30. L'evento si terrà presso la libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele II. Franco Currò dialogherà con Antonio Polito.

Successivamente, il 21 aprile, la presentazione si sposterà a Roma. Alle 18:00. La location sarà la libreria Mondadori in Galleria Alberto Sordi. In questa occasione, Currò converserà con Walter Veltroni.

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