La vita spericolata di Heleno de Freitas, calciatore brasiliano degli anni '40, tra gol spettacolari, eccessi e un gesto estremo verso il suo allenatore.
Heleno de Freitas: un talento ribelle
Heleno de Freitas era un calciatore dal talento immenso. Segnava gol a ripetizione, ma la sua personalità era complessa. Era descritto come attaccabrighe, donnaiolo e dedito all'alcol. Nonostante questi vizi, il suo rendimento in campo era eccezionale.
Un episodio clamoroso segnò la sua carriera. Venuto a sapere di non essere convocato per i Mondiali del 1950, Heleno reagì in modo estremo. Prese una pistola e la puntò alla testa del suo allenatore. Fortunatamente, l'arma era carica a salve, ma lo spavento fu enorme. I compagni intervennero prontamente, evitando conseguenze peggiori. L'episodio portò al suo immediato licenziamento.
Dalle origini al successo calcistico
Nato nello stato di Minas nel 1920, Heleno proveniva da una famiglia benestante. Il padre era un commerciante di zucchero e caffè. La sua vita cambiò drasticamente a soli 11 anni con la morte del padre. La famiglia si trasferì a Copacabana.
Il suo talento calcistico emerse nelle giovanili del Botafogo, ma il suo carattere irrequieto portò a un allontanamento. Trovò poi spazio nella Fluminense, ma la storia si ripeté. Il Botafogo lo riaccolse, ponendo però la condizione che studiasse inglese e francese. Heleno si applicò, arrivando persino a laurearsi avvocato.
Le sue vere passioni, tuttavia, rimasero il calcio e le donne. La sua bellezza gli valse il soprannome di «Clark Gable del pallone», paragonandolo al celebre attore di Hollywood. La sua presenza scenica era notevole, sia in campo che fuori.
Un campione dal carattere difficile
I suoi gol erano spesso spettacolari, ma la convivenza con i compagni di squadra era problematica. Non esitava a usare le maniere forti, come pugni e calci, verso chi non gli passava la palla. Mostrava un atteggiamento di superiorità verso tutti, compresi gli allenatori.
«Io non ho bisogno di allenarmi», affermava con sicurezza, «perché quello che so fare lo vedete durante la partita». Questa sua convinzione rifletteva la sua straordinaria autostima e il suo talento innato.
La spiaggia di Copacabana era il suo habitat naturale. Amava la vita notturna, le caipirinha e le serate che si protraevano fino all'alba. La sua routine prevedeva di non andare mai a letto prima del sorgere del sole.
La discesa nel baratro
La sua vita era un mix esplosivo di alcol, donne e calcio. «Voglio tutte queste cose insieme», dichiarava. Purtroppo, questa ricerca incessante di piaceri lo condusse gradualmente verso la dipendenza dalla droga. Per portarlo agli allenamenti, era necessario recuperarlo da squallidi bordelli di Rio.
Lo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano descrisse una sua prestazione memorabile durante un match tra Botafogo e Flamengo. Galeano rimase affascinato dal suo controllo di palla, dalla sua abilità nel dribbling e dalla sua capacità di segnare con facilità.
L'esperienza in Argentina e il ritorno in Brasile
Decise di tentare un'esperienza all'estero, accettando l'offerta del Boca Juniors in Argentina. Si dice che abbia sedotto molte donne a Buenos Aires, inclusa la leggendaria Evita Perón, moglie del dittatore Juan Domingo Perón. Questa presunta relazione, alimentata dai pettegolezzi, contribuì a limitare la sua permanenza in Argentina a soli sei mesi.
Tornato in Brasile, approdò al Vasco da Gama. In 24 partite segnò ben 19 reti. Era convinto di essere convocato in Nazionale, dato che il suo allenatore, Flavio Costa, era anche il commissario tecnico del Brasile. Tuttavia, Costa non lo incluse nella squadra, scatenando nuovamente la sua reazione.
Gli ultimi anni e la morte
La sua carriera proseguì in Colombia, dove incontrò un suo grande ammiratore, lo scrittore Gabriel Garcia Marquez. Anche questa esperienza fu di breve durata. Le cronache riportano che le prostitute del Caribe contribuirono al suo declino.
La sifilide iniziò a minare il suo corpo, già provato dall'abuso di alcol e droga. Fu ricoverato in un ospedale psichiatrico. Negli ultimi giorni, chiedeva alle infermiere di appendere alle pareti immagini di donne con belle gambe e seni prosperosi.
Heleno de Freitas morì nel 1959, all'età di soli 49 anni, lasciando il ricordo di un talento cristallino offuscato da una vita dissoluta e tormentata.
Domande frequenti
Chi era Heleno de Freitas?
Heleno de Freitas era un calciatore brasiliano degli anni '40, noto per il suo talento eccezionale, i gol spettacolari e una vita personale turbolenta, segnata da eccessi e un carattere ribelle.
Cosa fece Heleno de Freitas all'allenatore?
Dopo aver appreso di non essere convocato per i Mondiali del 1950, Heleno de Freitas puntò una pistola a salve alla testa del suo allenatore, per poi essere fermato dai compagni di squadra.