Il Tar del Lazio ha bloccato l'estradizione di un hacker kazako verso gli Stati Uniti, accogliendo parzialmente il ricorso dei suoi legali. L'uomo era accusato di aver partecipato ad attacchi informatici contro ospedali americani.
Annullata estradizione hacker kazako verso USA
La prima sezione del Tar del Lazio ha annullato un decreto del Ministro della Giustizia. Questo provvedimento, datato 17 febbraio 2026, aveva concesso l'estradizione di un cittadino kazako. La richiesta proveniva dal Governo degli Stati Uniti. L'uomo, identificato come Roman Yuryevich Khlynovskiy, ha 43 anni. I suoi difensori hanno presentato un ricorso, accolto solo in parte dai giudici amministrativi.
Gli avvocati Alexandro Maria Tirelli e Francesca Monticone hanno rappresentato l'hacker. La decisione del Tar ha fermato il trasferimento negli USA. Le autorità americane accusano Khlynovskiy di gravi reati informatici. L'uomo sarebbe parte di un gruppo di hacker.
Attacchi hacker a ospedali USA
Le autorità statunitensi imputano a Khlynovskiy di aver fatto parte di un collettivo criminale. Questo gruppo avrebbe paralizzato le attività di diversi ospedali negli Stati Uniti. L'interruzione dei servizi è durata per tre giorni consecutivi. L'obiettivo degli hacker era ottenere un riscatto. Le somme richieste ammonterebbero a centinaia di milioni di dollari. Gli attacchi hanno causato un blocco delle operazioni sanitarie.
Oltre a interrompere i servizi ospedalieri, il gruppo avrebbe sottratto dati sensibili. Tra le vittime di questo furto di informazioni figurano anche politici americani. La gravità delle accuse ha spinto gli USA a richiedere l'estradizione dell'hacker. La vicenda ha avuto risvolti legali in Italia.
Carenze istruttorie e scarcerazione
Il Tar del Lazio ha evidenziato specifiche carenze nel procedimento. In particolare, i giudici hanno riscontrato una insufficiente istruttoria riguardo alla disponibilità di Khlynovskiy. L'hacker aveva manifestato la volontà di collaborare con le istituzioni italiane. La sua offerta includeva la messa a disposizione delle sue competenze. Queste riguardano la sicurezza informatica e la prevenzione di crimini transnazionali. Il Tar ha ritenuto tale aspetto non adeguatamente valutato.
A seguito della decisione del tribunale amministrativo, Khlynovskiy è stato rilasciato. Fino a quel momento, l'uomo era detenuto presso il carcere di Ferrara. La sua scarcerazione è avvenuta in data odierna. La sua libertà è stata ripristinata dopo l'annullamento del decreto di estradizione.
Critiche alle politiche di estradizione
L'avvocato Alexandro Maria Tirelli ha espresso forti riserve sull'operato del Ministro della Giustizia. «Come avvocato e come cittadino non posso esprimere soddisfazione per l'operato del ministro Nordio in materia di estradizioni», ha dichiarato Tirelli. Il legale ritiene che ci sia stata una mancanza di sensibilità. Questa sarebbe emersa in diverse occasioni. Riguarda sia i diritti fondamentali che gli interessi nazionali. L'avvocato ha citato un altro caso, quello di Aguro. In quella circostanza, Tirelli aveva lanciato un appello contro l'estradizione di una cittadina verso il Venezuela. Il Venezuela, secondo il legale, presenta criticità significative in termini di libertà democratiche e garanzie giudiziarie.
La dichiarazione dell'avvocato solleva interrogativi sulle procedure di estradizione. Sottolinea la complessità di bilanciare le richieste internazionali con le tutele dei diritti individuali. La decisione del Tar apre un nuovo capitolo nella vicenda dell'hacker kazako.
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