Greenpeace: tassare extraprofitti Leonardo, fondi per sanità
Industria della difesa e profitti di guerra
Mentre il colosso della difesa Leonardo presenta un piano industriale ambizioso per il periodo 2026-2030, con previsioni di raddoppio della redditività, le reazioni critiche non tardano ad arrivare. L'organizzazione ambientalista Greenpeace punta il dito contro i profitti generati dall'industria bellica, definendoli frutto di conflitti e instabilità globale.
Secondo Sofia Basso, campaigner Pace e Disarmo di Greenpeace Italia, gli utili di aziende come Leonardo prosperano sull'aumento delle guerre, che causano innumerevoli vittime civili e gravi danni ambientali. A ciò si aggiunge una corsa al riarmo che minaccia la stabilità internazionale, un contesto che, a detta dell'organizzazione, non dovrebbe tradursi in arricchimento per nessuno.
La proposta di Greenpeace: tassazione e solidarietà
Di fronte a questo scenario, Greenpeace Italia avanza una proposta concreta al governo italiano: l'introduzione di una tassazione sugli extraprofitti dell'industria militare. L'obiettivo è quello di generare un gettito fiscale aggiuntivo stimato in 1,5 miliardi di euro all'anno.
Questi fondi, secondo l'organizzazione, dovrebbero essere destinati al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale. L'intento è chiaro: migliorare la qualità della vita delle persone attraverso investimenti nella salute pubblica, anziché vederla compromessa da conflitti e dalla produzione di armamenti.
Previsioni di crescita e budget globale per la difesa
Il piano industriale di Leonardo prevede un significativo aumento della redditività tra il 2025 e il 2030. Si stimano ordini cumulati per 142 miliardi di euro e ricavi per 126 miliardi di euro nel prossimo quinquennio. A sostenere queste proiezioni vi è l'incremento esponenziale previsto per il budget globale della sicurezza.
Le stime indicano un passaggio da circa 0,4 trilioni di dollari annui nel 2020 a oltre 1 trilione di dollari annui entro il 2030. Un aumento quasi triplicato che alimenta le preoccupazioni di Greenpeace riguardo alla militarizzazione globale. Mentre i mercati finanziari mostrano flessioni, il titolo di Leonardo, al contrario, registra un andamento positivo.