Green Deal UE: incertezze su sostenibilità e rendicontazione
Pacchetto Omnibus UE: semplificazione o deregulation?
L'Unione Europea si trova a un bivio riguardo al suo impegno per la sostenibilità. Il recente pacchetto Omnibus, introdotto per semplificare alcune normative, sta sollevando serie preoccupazioni riguardo a un possibile arretramento nella transizione ecologica. Analisti e addetti ai lavori temono che la volontà di alleggerire gli oneri per le imprese possa tradursi in una deregolamentazione dannosa.
Il dibattito si concentra su tre pilastri fondamentali per il clima: la direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità aziendale (Csrd), il regolamento UE sulla tassonomia e la direttiva sulla due diligence. La preoccupazione è che questi strumenti, essenziali per monitorare e guidare le aziende verso obiettivi ambientali, vengano indeboliti.
Rischio di indebolimento degli strumenti di transizione
Beatrice Moro, analista senior in finanza sostenibile presso Ecco, un think tank italiano per il clima, definisce il pacchetto Omnibus un precedente inedito. Sottolinea come la Commissione Europea stia agendo in un'ottica di «deregolamentazione», con un testo finale che presenta criticità significative. Questo cambiamento di rotta politico sembra riflettere un mutato equilibrio di forze all'interno delle istituzioni europee.
L'esenzione dall'obbligo di rendicontazione per circa l'80% delle aziende europee potrebbe avere conseguenze negative. La trasparenza garantita da questi strumenti non era solo un adempimento, ma un mezzo per valutare rischi e opportunità, facilitando l'accesso a finanziamenti e prestiti da parte del settore privato.
Le PMI chiedono supporto, non semplificazioni
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, molte piccole e medie imprese (PMI) non desiderano una semplificazione degli obblighi di rendicontazione. Queste realtà, spesso percepite come prive delle risorse necessarie, vedono nella reportistica uno strumento per valutarsi e accedere ai flussi finanziari legati alla decarbonizzazione. Le associazioni di categoria hanno espresso la necessità di un maggiore supporto per costruire piani di transizione solidi.
Le pressioni di lobby, in particolare quelle del settore Oil and Gas, sembrano aver influenzato la revisione di strumenti che offrivano una visione prospettica delle aziende, includendo l'intera catena del valore. Questo dietrofront rischia di penalizzare le imprese italiane che avevano già investito nella transizione, creando un vantaggio competitivo ora a rischio.
La Legge Europea sul Clima come punto fermo
Nonostante le difficoltà, molte realtà italiane stanno già affrontando la transizione ecologica. La Legge Europea sul Clima rimane un punto di riferimento cruciale, in quanto definisce la direzione strategica da seguire. Indebolire questo percorso significherebbe perdere una guida industriale fondamentale, proprio mentre il resto del mondo si muove verso la decarbonizzazione.
Il pacchetto Omnibus include diverse modifiche. La Csrd, ad esempio, ora si applica solo alle aziende con oltre 1.000 dipendenti e un fatturato superiore a 450 milioni di euro. La direttiva sulla due diligence (Csddd) vedrà l'obbligo scattare dal 2029 solo per grandi società con fatturato oltre 1,5 miliardi e più di 5.000 dipendenti. Anche la Politica Agricola Comune (Pac) e la normativa sulle sostanze chimiche (Reach) sono interessate da semplificazioni, così come le norme ambientali e quelle sul settore automotive, che mira a mantenere la filiera dei motori endotermici.