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L'attrice Giusy Valeri, a 87 anni, ha celebrato il suo compleanno rivisitando il locale romano dove un tempo si esibiva in cabaret. Nonostante l'età, mantiene il suo spirito ironico e critica la comicità contemporanea, ritenendola meno efficace di quella del passato.

Il ritorno di Giusy Valeri al Velavevodetto

Giusy Valeri ha compiuto 87 anni, festeggiando con un ritorno nel luogo che ha segnato una parte importante della sua carriera artistica. L'attrice ha visitato il ristorante Velavevodetto, situato nel quartiere Testaccio a Roma. Questo spazio, un tempo sede del suo cabaret, ha visto Valeri dar vita ai suoi personaggi per cinque anni consecutivi. La visita è avvenuta in un'atmosfera intima, circondata da amici e familiari, segnando un momento di profonda nostalgia e gioia per l'artista.

Nonostante gli acciacchi legati all'età, Giusy Valeri si è presentata con un'energia contagiosa, indossando una scintillante tutina argentata. Il suo spirito comico e la sua innata autoironia sono rimasti intatti, confermando la sua presenza scenica anche al di fuori del palcoscenico. La sua visita è stata un'occasione per ricordare i tempi in cui il cabaret, pur con risorse limitate, riusciva a far divertire un vasto pubblico.

L'attrice ha descritto con vividezza i ricordi legati al locale, sottolineando come all'epoca ci fossero solo pochi tavoli e risorse economiche scarse. «Non c'avevamo una lira», ha affermato, evidenziando la passione e la dedizione che animavano quegli spettacoli. La sua presenza al Velavevodetto ha permesso di immaginare nuovamente l'atmosfera del suo storico cabaret, riportando alla luce le emozioni di un'epoca artistica.

Il cabaret di una volta e la critica alla comicità moderna

Il cabaret come formula di intrattenimento, che univa spettacolo e cena, è ormai un ricordo lontano. Lo spazio sotterraneo dietro il Monte de' cocci, dove si trova il Velavevodetto, ha subito trasformazioni che ne hanno modificato l'aspetto originario. Tuttavia, Giusy Valeri è riuscita a evocare il passato attraverso i suoi racconti e i suoi gesti.

«Qui c'erano i camerini», ha indicato l'attrice, puntando verso il fondo della sala. Ha poi descritto la disposizione del piccolo palco e dei tavoli antistanti, ricreando mentalmente la scena di un tempo. La sua capacità di narrazione ha permesso ai presenti di visualizzare l'ambiente e rivivere l'esperienza del suo spettacolo.

Valeri ha espresso un giudizio netto sulla comicità attuale: «Oggi i comici non sono come una volta, non fanno più ridere, sono cambiati i modi». Questa affermazione riflette una percezione diffusa riguardo all'evoluzione del genere comico, che secondo l'attrice ha perso parte della sua efficacia e autenticità. La sua critica sottolinea la differenza tra la comicità del passato, basata su un'osservazione acuta della realtà e una forte romanità, e quella contemporanea.

Di fronte ai complimenti ricevuti dai suoi cari, che le hanno detto «Tu fai ridere anche ora», Valeri ha risposto con la sua consueta ironia: «E allora so' scema se faccio ridere anche così». Questa battuta dimostra la sua consapevolezza del proprio talento e la sua capacità di autoironia, qualità che la rendono ancora oggi una figura amata dal pubblico.

La carriera di Giusy Valeri: dal cinema al teatro

La carriera di Giusy Valeri ha avuto inizio precocemente, a soli 16 anni. La sua versatilità l'ha portata a recitare anche in pellicole cinematografiche di rilievo, tra cui la celebre «Dolce vita» di Federico Fellini. Tuttavia, è sul palcoscenico che Valeri ha espresso al meglio il suo talento, diventando un'icona della romanità autentica.

Per quindici anni, ha calcato il palco del Puff, storico locale romano, al fianco di Lando Fiorini. Questa lunga esperienza ha consolidato la sua immagine di artista legata alle tradizioni e alla cultura della capitale. La sua interpretazione dei personaggi romani le ha garantito un posto speciale nel cuore del pubblico.

Dopo l'esperienza al Puff, Valeri ha deciso di intraprendere un percorso autonomo, creando una propria compagnia teatrale. Questa scelta è stata motivata anche da alcune divergenze con il suo compagno di scena, legate sia a questioni economiche che a dinamiche di invidia professionale. La creazione di un progetto indipendente le ha permesso di esplorare nuove direzioni artistiche e di affermare ulteriormente la sua visione del teatro.

La figlia Alberta Martana ha ricordato come la madre, pur tornando a casa piena di applausi, fosse spesso stanca a causa delle tensioni che si creavano dietro le quinte. La sua decisione di creare una compagnia propria, con testi di Piero Castellacci e coreografie di Giorgio De Bortoli, coinvolgendo attori e ballerini come Raffaella Bodoni, Loretta Rossi Stuart, Chiara Gizzi e Camillo Toscano, è stata una mossa strategica per garantirsi maggiore libertà creativa.

La famiglia e la passione per l'arte

La famiglia di Giusy Valeri è unita da un profondo legame affettivo e dalla condivisione della passione per l'arte. La figlia Alberta Martana, che lavora come agente assicurativo, ha descritto il confronto con gli altri come uno spettacolo continuo, adattando il suo ruolo a seconda dell'interlocutore. La figlia Daniela, dopo una carriera come cantante, si dedica ora alla scrittura di poesie e alla cura della madre, definendo quest'ultima un'impresa a volte faticosa quando Giusy decide di fare di testa sua.

Il marito, Luciano Martana, è stato un compagno instancabile nelle avventure artistiche di Valeri. La figlia Alberta ha ricordato con commozione le mattine in cui i genitori ripetevano i copioni a letto, definendo quei momenti come la rappresentazione dell'amore vero. La famiglia si è riunita per celebrare il compleanno dell'attrice, gustando specialità romane come carciofi alla giudia, carbonara e baccalà fritto.

Tra i presenti alla festa c'erano volti che hanno condiviso una vita con Giusy Valeri, tra cui Camillo Toscano, Tommaso Zevola, Raffaella Bodoni, Giorgio De Bortoli e Silvia Gigli. La nipote Flavia Pettinella, promessa del nuoto nei 50 e 100 metri delfino, ha raggiunto la nonna dopo un impegno sportivo a Riccione per le nazionali giovanili, dimostrando come la passione per lo sport sia un altro valore trasmesso in famiglia.

Giusy Valeri continua a portare allegria anche in contesti inaspettati. Attualmente, frequenta un centro diurno per anziani, dove il suo talento comico viene messo a disposizione delle altre ospiti. La sua capacità di riproporre copioni e battute, anche con il passare degli anni, porta un sorriso e sollievo, dimostrando che la comicità può essere una forma di terapia. Gli addetti del centro hanno confermato l'impatto positivo del suo sorriso, evidenziando come questo possa contribuire al benessere degli altri.

L'attrice ha sempre considerato la felicità del pubblico come la sua principale ricompensa: «Per me questa è la vita, vedere le persone contente». Un aneddoto rivelato da Valeri racconta di come, per interpretare un personaggio dello Sri Lanka, si sia rivolta a un giovane originario del luogo per imparare a emularlo perfettamente. Ha anche confessato che il suo ruolo preferito era quello della «sfigata», interpretato con una mimica facciale che oggi si vede raramente, ma che ancora oggi riesce a suscitare ilarità.

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