Cronaca

Giustizia: Prosperetti, riforma applica Costituzione

16 marzo 2026, 18:42 2 min di lettura
Giustizia: Prosperetti, riforma applica Costituzione Immagine da Wikimedia Commons Roma
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Dibattito sulla Riforma Giustizia a Reggio Calabria

Giulio Prosperetti, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, ha definito la recente riforma della giustizia come un'applicazione diretta dei principi costituzionali. Le sue dichiarazioni sono emerse durante un incontro organizzato a Reggio Calabria dal sindacato di polizia Siulp, dedicato al tema della giustizia e alle sue implicazioni.

L'intervento di Prosperetti mira a chiarire la natura della riforma, sottolineando come essa non modifichi sostanzialmente la Costituzione, ma ne rafforzi l'applicazione. Questo punto di vista è stato condiviso con l'avvocato Carlo Morace, esponente dell'Organismo congressuale forense, entrambi sostenitori della riforma in vista di un referendum.

Indipendenza del Pubblico Ministero e Separazione delle Carriere

Secondo Prosperetti, la riforma dovrebbe essere accolta positivamente anche dai pubblici ministeri. Egli ha evidenziato come la Costituzione non preveda esplicitamente il PM come magistrato, mentre la nuova legge ne riconosce la funzione requirente e garantisce una maggiore indipendenza attraverso la creazione di un apposito Consiglio superiore della magistratura.

La separazione delle carriere, secondo il vicepresidente emerito, porterà a una maggiore terzietà dei magistrati e, potenzialmente, a un aumento delle sentenze di non luogo a procedere. Questo, a suo dire, potrebbe risolvere il problema delle lungaggini processuali e delle assoluzioni tardive che penalizzano gli imputati.

Critiche e Proposte Alternative

Dall'altra parte del dibattito, il procuratore aggiunto Stefano Musolino, segretario generale di Magistratura democratica, e il sostituto procuratore Grazia Ballo hanno espresso scetticismo. Musolino ha contestato l'idea che i giudici non siano allineati con le posizioni dei PM, citando un tasso di assoluzione del 45%.

Musolino ha attribuito le difficoltà del sistema non alla mancanza di separazione delle carriere, ma all'enorme carico di lavoro dei Giudici per le Indagini Preliminari (GIP). Secondo il procuratore, un aumento dell'organico dei GIP, allineando i numeri a quelli europei, garantirebbe una maggiore qualità e efficienza, piuttosto che una separazione delle carriere che non risolverebbe il problema alla radice.

Il segretario di Magistratura democratica ha inoltre osservato come, in passato, diversi governi abbiano introdotto norme apparentemente risolutive a costo zero, senza affrontare le problematiche strutturali del sistema giudiziario.

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