Centotrentacinque ufficiali dei Carabinieri hanno prestato giuramento solenne alla Scuola Ufficiali di Roma. La cerimonia, alla presenza del Comandante Generale, ha segnato l'inizio del loro percorso al servizio della Nazione.
Solenne giuramento alla Scuola Ufficiali Carabinieri
Roma, 24 aprile 2026 – La Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma è stata teatro questa mattina di una cerimonia di grande importanza. Centotrentacinque ufficiali hanno prestato giuramento solenne, impegnandosi fedeltà alla Repubblica Italiana.
L'evento si è svolto nel Piazzale delle Bandiere dell'istituto. Alla presenza delle più alte cariche civili e militari, tra cui il Comandante Generale dell'Arma, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, si è celebrato il giuramento.
Hanno giurato gli allievi del 205° Corso di Applicazione, denominato «Fierezza». Presenti anche i partecipanti all’8° Corso Applicativo biennale. Hanno preso parte alla cerimonia anche gli allievi dell’8° Corso Formativo annuale del Ruolo Tecnico. Infine, hanno giurato i frequentatori del 9° Corso di Formazione annuale del Ruolo Forestale.
Un impegno solenne per la Nazione
Dopo gli onori alla Bandiera d'Istituto, i centotrentacinque ufficiali hanno pronunciato la formula di rito. Il loro impegno è rivolto alla Repubblica, alla Costituzione e alle leggi. Hanno richiamato i doveri connessi allo stato militare.
L'obiettivo è servire la Nazione in modo esclusivo. Questo giuramento segna un momento cruciale nel loro percorso formativo e professionale. Rappresenta l'assunzione di responsabilità significative.
Le parole del Comandante Generale Luongo
Il Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo ha sottolineato il valore dell'impegno assunto. Ha evidenziato l'importanza del legame morale e giuridico con l'Arma. «Giurare fedeltà significa aderire, senza riserve, ai principi che la Costituzione ci consegna», ha dichiarato il Generale.
Ha proseguito affermando: «Significa riconoscere che la nostra libertà si definisce nei limiti di un dovere». Il Comandante Generale ha ricordato i Caduti. Li ha definiti «una luce a cui guardare», esempi di fedeltà ai valori dello Stato.
L'importanza della famiglia e dell'entusiasmo
Il Generale Luongo ha rivolto un pensiero speciale ai familiari presenti. «State accompagnando i vostri figli in un cammino fatto di sacrifici e di soddisfazioni», ha detto. «Voi siete l’esempio a cui si sono ispirati i ragazzi qui schierati».
Si è poi rivolto ai giovani ufficiali, esortandoli all'entusiasmo. «L’entusiasmo con cui affrontare il servizio che siete chiamati a svolgere dovrà essere la linfa per superare ogni difficoltà», ha affermato.
Ha messo in risalto parole chiave fondamentali per la loro carriera. Tra queste: integrità, entusiasmo, cura del lavoro e coerenza. Ha incoraggiato a non temere il cambiamento.
Superare l'immobilismo con intuizione e azione
Il Comandante Generale ha concluso con un monito contro l'immobilismo. «L’immobilismo – ha detto – è un pensiero senza ritorno». Ha spiegato che un Comandante non può permettersi di rimanere bloccato per paura di sbagliare. «Deve muoversi, provare, correggere la rotta se necessario».
Ha invitato gli ufficiali a «uscire dagli schemi e mettersi in gioco». Ha sottolineato che le intuizioni non sono casualità. Sono il risultato di una lunga osservazione e preparazione. Questo messaggio sottolinea l'importanza della proattività e della capacità di adattamento nel servizio.