Situazione critica a Gerusalemme
La religiosa comboniana suor Mariolina Cattaneo, da tre anni a Gerusalemme, descrive un clima di crescente difficoltà per la comunità cristiana locale. La missionaria, 60 anni, ha espresso preoccupazione per la progressiva partenza dei cristiani dalla città santa e dalle aree circostanti, come Betlemme.
Le sue parole arrivano in seguito a un episodio che ha suscitato clamore: il blocco imposto dalla polizia israeliana al Patriarca latino di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, impedendogli l'accesso al Santo Sepolcro per una preghiera privata nella Domenica delle Palme. L'evento è stato definito dal Patriarcato una «manifestamente irragionevole e sproporzionata» violazione della libertà di culto.
Restrizioni e preoccupazioni per la comunità
Suor Cattaneo ritiene che l'episodio fosse «prevedibile», citando precedenti limitazioni all'accesso alla Spianata delle Moschee durante il Ramadan. La religiosa sottolinea come tali azioni possano inasprire le tensioni, soprattutto considerando la figura del cardinale Pizzaballa, noto per le sue posizioni.
La situazione economica dei cristiani locali è ulteriormente aggravata dalla cancellazione dei pellegrinaggi a causa della guerra. A ciò si aggiungono episodi di attacco da parte di coloni nel villaggio cristiano di Taybeh. «Mettere i cristiani all’angolo è una decisione non saggia», afferma suor Cattaneo, evidenziando il rischio di isolare ulteriormente una comunità storica.
Il ruolo dei cristiani e la speranza
La comunità comboniana a Gerusalemme est, zona araba, opera attivamente nell'insegnamento della teologia, nell'assistenza ai migranti e alle famiglie, e nel supporto ai beduini palestinesi. Altre consorelle operano oltre il muro che separa da Cisgiordania, testimoniando la presenza e l'impegno della Chiesa in contesti complessi.
Nonostante le avversità, suor Cattaneo mantiene viva la speranza, radicata nella sua fede cristiana. Riconosce l'esistenza di una «nuova società civile israeliana che vuole la pace», un segnale positivo in un contesto segnato da conflitti e incertezze. Anche don Nicola Agnoli, che ha studiato e insegnato a Gerusalemme, esprime preoccupazione per la possibile compressione dei diritti delle minoranze religiose da parte del governo israeliano.