Economia

Gasolio: rincaro record di 16 centesimi in una settimana

17 marzo 2026, 16:01 2 min di lettura
Gasolio: rincaro record di 16 centesimi in una settimana Immagine da Wikimedia Commons Roma
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Prezzi carburanti: impennata del gasolio

Roma, 17 marzo 2026 – Il prezzo del gasolio alla pompa ha registrato un aumento vertiginoso nell'ultima settimana, attestandosi a 2,033 euro al litro. Questo dato, secondo l'Unione Nazionale Consumatori (Unc), rappresenta il secondo maggior rialzo settimanale mai registrato dall'inizio delle rilevazioni storiche.

In soli sette giorni, il costo del gasolio è lievitato di oltre 16 centesimi al litro, per la precisione 16,421 cent. Un incremento dell'8,78% che si traduce in un aggravio di circa 8,21 euro per un pieno da 50 litri.

Analisi degli aumenti e confronti storici

Massimiliano Dona, presidente dell'Unc, ha sottolineato come questo recente incremento superi quello della settimana precedente, che si era fermato a +14,855 cent al litro, posizionandosi ora al quarto posto tra i maggiori aumenti settimanali.

Il primato assoluto rimane tuttavia quello del 14 marzo 2022, in piena crisi ucraina, quando il gasolio subì un'impennata di 32,53 centesimi in una sola settimana. Al secondo posto si colloca l'attuale rialzo, seguito da quello del 9 gennaio 2023, quando la rimozione dello sconto sulle accise da parte del governo Meloni causò un aumento di 16,029 cent.

Benzina e impatto sui consumatori

Anche il prezzo della benzina in modalità self-service non è stato risparmiato, raggiungendo 1,819 euro al litro. Per la benzina, si tratta della sesta variazione settimanale più elevata di sempre, con l'aumento della settimana precedente che si mantiene al quinto posto.

In sole due settimane, un pieno di gasolio è costato ai consumatori quasi 16 euro in più, con una proiezione annua di oltre 375 euro. Per la benzina, l'incremento è di circa 7,44 euro in due settimane, oltre 178 euro annui.

Critiche al governo e richieste di intervento

L'Unc critica duramente l'inerzia del governo di fronte a questi aumenti, accusandolo di non intervenire per incassare maggiori entrate fiscali. Vengono citate dichiarazioni contrastanti tra la Premier Meloni, che parla di interventi sulle accise solo in caso di aumenti stabili, e il ministro Urso, che accenna a misure compensative per le fasce più deboli.

Dona conclude con amarezza: «E intanto noi paghiamo!».

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