Gabriele Galal, 18 anni, volontario della Croce Rossa di Roma, è stato insignito del titolo di 'Alfiere della Repubblica'. Il giovane, residente nel difficile quartiere di Tor Bella Monaca, esprime sorpresa per il riconoscimento, sottolineando l'importanza del volontariato e dell'impegno sociale giovanile.
Il riconoscimento per un impegno quotidiano
Gabriele Galal, diciottenne e volontario della Croce Rossa, si è detto sorpreso dalla nomina a 'Alfiere della Repubblica'. La sua prima reazione è stata interrogarsi sul perché proprio lui fosse stato scelto. Non si considera artefice di gesti eccezionali. Per Gabriele, questo premio rappresenta un tributo a tutti i giovani che dedicano il loro tempo agli altri. Egli sottolinea come il suo impegno sia un dono gratuito. Non desidera trasformare il volontariato in un'attività retribuita. Deve rimanere un'espressione di generosità spontanea.
Un futuro tra legge e servizio
Attualmente, Gabriele frequenta l'ultimo anno di liceo. Il suo percorso di studi è orientato verso l'indirizzo Economico Sociale. Ha scelto il Liceo Niccolò Machiavelli a Roma. Il suo progetto futuro prevede la laurea in giurisprudenza. Successivamente, intende intraprendere la carriera nelle forze dell'ordine. Non ha ancora deciso a quale corpo aderire. La sua passione per la Croce Rossa rimane un'attività volontaria. Non vuole che diventi un impiego. La considera un'opportunità per donare senza aspettarsi nulla in cambio. Questo principio guida le sue scelte future.
Vivere e agire a Tor Bella Monaca
Gabriele risiede a Tor Bella Monaca, un quartiere complesso della capitale. Vive con sua madre, impiegata come segretaria presso il Consiglio Superiore della Magistratura. Suo padre lavora come receptionist al Grand Hotel Plaza di Roma. Il quartiere di Tor Bella Monaca presenta sfide significative. Tuttavia, Gabriele percepisce un lento miglioramento. Crede fermamente nel ruolo dei giovani nel promuovere questo cambiamento. Il comitato della Croce Rossa di cui fa parte opera nel Municipio 6 di Roma. Conta tra i 30 e i 40 giovani volontari. Questo numero, sebbene possa sembrare modesto, è considerevole. Rappresenta una forza attiva in un territorio che necessita di sostegno.
Prime esperienze e riflessioni profonde
L'avvicinamento al mondo del volontariato è avvenuto a 14 anni. Gabriele ha intrapreso questa strada da solo. La sua prima esperienza con l'uniforme della Croce Rossa lo ha visto impegnato nella distribuzione di pacchi alimentari a famiglie in difficoltà. Un momento particolarmente toccante risale sempre a quell'età. Si recò a Roma Termini. Lì era attivo un hub vaccinale gestito dalla Croce Rossa Italiana. Questa struttura era stata adibita a dormitorio per persone senza fissa dimora. Gabriele vi si recò in tarda serata. L'incontro con realtà così difficili lo lasciò profondamente colpito. Vide ragazzi della sua età, provenienti da altri paesi, in cerca di una vita migliore. Le loro storie lo spinsero a riflettere sulla propria fortuna. Capì l'importanza di mettere a frutto i propri doni per aiutare gli altri. Un'altra esperienza indimenticabile è stata la partecipazione alla parata del 2 giugno 2024. Sfilare con la Croce Rossa in quell'occasione fu un'emozione unica.
Un augurio per il futuro
Gabriele desidera rivolgere un augurio a tutti i giovani. Sia a coloro che già fanno volontariato, sia a chi non lo fa ancora. Auspica che trovino la propria strada. Che perseguano percorsi che li appassionino e li rendano felici. Soprattutto, li incoraggia a impegnarsi attivamente nella società. L'obiettivo è contribuire a creare qualcosa di positivo. Un impegno che lui stesso sta portando avanti con dedizione.