Un importante parere sul futuro della risicoltura europea ha ricevuto il primo via libera. Il documento, redatto dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, chiede all'Europa di considerare il riso una produzione strategica e di rafforzare le tutele per la filiera.
Priorità per la risicoltura europea
Il parere sul futuro della risicoltura europea ha ottenuto un primo via libera. La commissione Nat del Comitato europeo delle Regioni, riunita a Toledo, ha approvato il documento. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha presentato il parere come relatore. Egli guida anche la delegazione italiana presso il Comitato europeo delle Regioni.
La proposta mira a far riconoscere il riso come una produzione strategica per l'Europa. Si chiede un rafforzamento delle tutele per un settore fondamentale. Questo coinvolge agricoltura, economia, occupazione, ambiente e paesaggio. La filiera del riso necessita di maggiore attenzione e supporto.
Gestione idrica e concorrenza internazionale
Tra le priorità evidenziate, la gestione dell'acqua assume un ruolo centrale. Il parere sollecita investimenti significativi. Questi serviranno a modernizzare le reti irrigue e di drenaggio esistenti. Si punta ad aumentare la capacità di stoccaggio delle risorse idriche. Inoltre, si chiede di sostenere attivamente la ricerca e l'innovazione nel settore.
L'agricoltura di precisione è un altro punto chiave per il futuro. Per affrontare la concorrenza internazionale, il documento propone misure concrete. Si chiede di rafforzare le clausole di salvaguardia per i prodotti europei. L'aggiornamento del sistema tariffario è considerato essenziale. Il riso dovrebbe essere trattato come prodotto sensibile negli accordi commerciali internazionali.
Particolare attenzione viene richiesta per le importazioni a dazio zero. Si citano specificamente Cambogia e Myanmar come paesi da monitorare attentamente. Il governatore Cirio ha dichiarato: «L'Europa deve essere aperta al commercio, ma apertura non significa assenza di regole».
Reciprocità e trasparenza per i consumatori
Il parere introduce il concetto di clausole di reciprocità. Queste garantirebbero che i prodotti importati rispettino standard ambientali, sociali e sanitari. Tali standard dovrebbero essere comparabili a quelli richiesti ai produttori europei. Questo mira a creare un campo di gioco più equo per gli agricoltori dell'Unione Europea.
Per quanto riguarda i consumatori, vengono richieste maggiori tutele. Si sollecita un controllo permanente del mercato. Le informazioni sull'origine del riso dovrebbero essere più chiare e trasparenti. Una proposta concreta riguarda la promozione del prodotto europeo negli acquisti pubblici. Questo include mense scolastiche e ospedali.
Supporto alla Politica Agricola Comune (PAC)
In vista della Politica Agricola Comune (PAC) 2028-2034, si chiede il mantenimento di strumenti specifici. Questi dovrebbero essere dedicati alla risicoltura. Il sostegno accoppiato al reddito è uno di questi strumenti. Si chiede inoltre il riconoscimento dei servizi ecosistemici. Le risaie svolgono un ruolo importante per l'ambiente.
Il presidente Cirio ha concluso affermando: «Proteggere il riso europeo significa investire nel futuro». Il documento ora passerà all'esame dell'assemblea plenaria del Comitato europeo delle Regioni. La riunione è prevista a Bruxelles all'inizio di dicembre.