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L'Associazione Luca Coscioni solleva preoccupazioni sui tempi di attesa per prestazioni sanitarie in Friuli Venezia Giulia. Viene chiesta maggiore trasparenza dei dati e l'applicazione di percorsi di tutela per i cittadini.

Criticità nella gestione delle liste d'attesa sanitarie

In occasione della Giornata Mondiale della Salute, l'Associazione Luca Coscioni ha riacceso i riflettori sulle lunghe attese per le cure mediche. La campagna mira a far rispettare i tempi di legge per le prenotazioni. L'associazione critica la Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa. Questa piattaforma, gestita da Agenas, è attiva da giugno 2025. Secondo l'associazione, fornisce informazioni limitate. I dati sono cumulativi e poco significativi. Non vi è distinzione tra le diverse regioni o strutture sanitarie.

I dati ufficiali analizzati dall'associazione dipingono un quadro preoccupante. Tra gennaio e settembre 2025, solo il 41,9% degli esami è stato eseguito nei tempi previsti. Per le visite, la percentuale scende al 35,8%. Le violazioni dei tempi di attesa hanno raggiunto il 58,1% per gli esami e il 64,2% per le visite. Considerando tutte le prenotazioni, appena il 39,9% dei cittadini ha ottenuto la prestazione entro i limiti di legge.

Le richieste dell'Associazione Luca Coscioni

«Oltre il 60% dei cittadini si trova in una situazione di incertezza», hanno dichiarato Filomena Gallo, Segretaria dell'associazione, e il professor Marcello Crivellini. Quest'ultimo è docente di Analisi e Organizzazione di Sistemi Sanitari al Politecnico di Milano. La mancanza di certezze spinge molti a rivolgersi al settore privato a pagamento. Altri sono costretti a rinunciare alle cure necessarie. Questa situazione rappresenta un grave ostacolo all'accesso equo alla sanità pubblica.

L'associazione ha rivolto un appello al Ministro della Salute e ai Presidenti di Regione. Si chiede un intervento mirato sul territorio. È necessario garantire l'accesso ai dati mancanti sulla Piattaforma Nazionale. Per la Regione Friuli Venezia Giulia, le richieste sono specifiche. Si esige la piena trasparenza dei dati. Questi devono essere disaggregati per ASL, struttura e tipo di prestazione. È fondamentale l'applicazione effettiva del percorso di tutela. Questo percorso assicura la prestazione nei tempi massimi stabiliti dalla legge. Inoltre, si sollecita un piano operativo straordinario. L'obiettivo è ridurre i ritardi, dando priorità alle prestazioni più critiche. Tale richiesta è in linea con una mozione parlamentare del 1° aprile 2026.

Strumenti a disposizione dei cittadini

L'Associazione Luca Coscioni ha reso disponibile sul proprio sito web un modulo scaricabile. Questo strumento è pensato per i cittadini che subiscono ritardi nelle prenotazioni. Compilando il modulo, è possibile richiedere l'attivazione del percorso di tutela. Tale percorso garantisce l'erogazione della prestazione entro i tempi massimi. Le cure vengono fornite in regime di intramoenia o presso strutture convenzionate. I costi aggiuntivi per il cittadino si limitano al pagamento del ticket sanitario, senza ulteriori oneri.

Domande frequenti sulle liste d'attesa sanitarie

Cosa sono le liste d'attesa sanitarie?
Le liste d'attesa sanitarie sono elenchi di pazienti in attesa di sottoporsi a visite mediche, esami diagnostici o interventi chirurgici. La loro gestione è cruciale per garantire l'accesso tempestivo alle cure.

Quali sono i tempi massimi previsti dalla legge per le prestazioni sanitarie?
I tempi massimi di attesa variano a seconda della tipologia di prestazione e della regione. Generalmente, per le visite specialistiche si parla di 30 giorni, per gli esami diagnostici 60 giorni, e per gli interventi chirurgici 120 giorni, salvo casi di urgenza o priorità clinica.