Sindacati e lavoratori forestali protestano davanti alla Regione Basilicata per ottenere risposte concrete su giornate lavorative, pagamenti e rilancio del settore. La mobilitazione diventerà permanente se le istanze non verranno accolte.
Protesta dei forestali per mancate risposte
I sindacati di categoria Flai, Fai e Uila hanno indetto un presidio. La protesta si svolgerà il 13 aprile alle 10:00. La sede scelta è quella della Regione Basilicata. Questa azione nasce da una richiesta di incontro rimasta inascoltata. La richiesta era stata inoltrata due mesi fa al presidente Vito Bardi. Erano stati coinvolti anche gli assessori Carmine Cicala e Francesco Cupparo.
Le organizzazioni sindacali hanno definito il silenzio della Regione grave. Ritengono inaccettabile questa situazione. Ciò avviene a meno di un mese dall'apertura dei cantieri. La criticità è accentuata dalla mancata approvazione del Bilancio di previsione. La responsabilità politica è attribuita direttamente al Governatore.
Critiche alla gestione del settore forestale
I rappresentanti sindacali, tra cui Pellegrino (Flai), Apetino (Fai) e Nardiello (Uila), hanno espresso forte disappunto. Hanno sottolineato come non si tratti più di semplici ritardi. Parlano invece di una precisa responsabilità politica. La Regione Basilicata, secondo loro, ignora un comparto strategico. Questo lascia i lavoratori nell'incertezza più totale.
La disattenzione verso il settore forestale è considerata grave. Questo comparto è fondamentale per la tutela del territorio. La sua importanza è evidente soprattutto nella prevenzione del dissesto idrogeologico. Recenti disagi hanno evidenziato la necessità di manutenzione. La mancata manutenzione ha causato problemi significativi.
Le richieste dei lavoratori forestali
Il settore forestale è un pilastro indispensabile. La sua funzione è cruciale per la salvaguardia del territorio. Le istituzioni lo hanno trascurato per troppo tempo. Le principali richieste dei lavoratori riguardano l'aumento delle giornate lavorative. Si punta al raggiungimento di 150 giornate. Questo mira anche a superare le disparità di trattamento. Attualmente esistono differenze tra le diverse categorie di lavoratori.
Altra richiesta fondamentale è la garanzia di pagamenti regolari. I lavoratori chiedono anche un rilancio concreto della produttività. Questa deve essere connessa alla multifunzionalità del patrimonio boschivo. Si devono valorizzare le risorse naturali. Tutto ciò deve avvenire in coerenza con la Legge Regionale n. 42 del 1998.
Necessità di turnover e contrasto allo spopolamento
Dalle richieste emerge anche la necessità di un turnover generazionale. L'obiettivo è ringiovanire il comparto. Un settore strategico come quello forestale ha bisogno di nuove energie. Questo può contribuire anche a contrastare lo spopolamento delle aree interne della Basilicata. Il settore forestale rappresenta un'opportunità per creare occupazione stabile.
I sindacati hanno dichiarato che il tempo delle attese è terminato. I lavoratori non sono più disposti ad accettare promesse vuote. Non tollerano una politica fatta di annunci non mantenuti. La gestione del settore non può essere piegata a logiche di consenso elettorale. Deve prevalere la responsabilità istituzionale.
Presidio permanente in assenza di risposte
Per queste ragioni, i segretari regionali Pellegrino, Apetino e Nardiello hanno proclamato una mobilitazione generale. Il presidio davanti alla Regione Basilicata è solo l'inizio. Se non arriveranno risposte immediate, la protesta diventerà permanente. I lavoratori chiedono un impegno concreto e azioni mirate per il futuro del settore forestale.