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Farmacisti delle Marche aderiscono allo sciopero nazionale del 13 aprile. La protesta è dovuta al mancato rinnovo contrattuale scaduto da oltre un anno e mezzo. Si chiedono salari adeguati, riconoscimento delle competenze e migliore organizzazione del lavoro.

Farmacisti in protesta per contratto scaduto

Il contratto collettivo nazionale per le farmacie private è scaduto da più di un anno e mezzo. Nonostante ciò, le farmacie continuano a rappresentare un presidio sanitario fondamentale. Supportano attivamente il servizio sanitario regionale e nazionale. Lo sottolineano le Segreterie Regionali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs. In vista dello sciopero nazionale del 13 aprile, i sindacati hanno espresso preoccupazione.

I farmacisti, specialmente nei piccoli comuni, sono spesso l'unica presenza sanitaria. Anche nei centri più grandi, rimangono un punto di riferimento cruciale per la comunità. La loro dedizione è emersa con forza durante la pandemia. Hanno contribuito significativamente alle campagne vaccinali e ai test diagnostici. Questo è avvenuto mettendo a rischio la propria salute e quella dei propri cari. Turni notturni, festività, aperture continue e orari estesi rendono difficile la conciliazione tra vita e lavoro.

Riconoscimento economico e servizi farmaceutici

I professionisti hanno sempre dimostrato grande disponibilità e competenza. Lo hanno fatto spinti da spirito di servizio ed etica professionale. La Regione Marche è stata pioniera nell'introduzione della farmacia dei servizi. Oltre 350 delle 465 farmacie marchigiane hanno aderito a questa iniziativa. Tuttavia, il compenso per queste prestazioni aggiuntive rimane insufficiente. Spesso non viene nemmeno applicato quanto previsto. Questo aggrava il carico di lavoro per i farmacisti, ai quali viene richiesto un servizio sempre più qualificato.

La protesta del 13 aprile mira a ottenere un rinnovo contrattuale dignitoso. I farmacisti chiedono un adeguamento salariale e un giusto riconoscimento delle loro competenze. È necessaria anche un'organizzazione del lavoro più sostenibile. Il valore del servizio offerto alla cittadinanza deve essere riconosciuto. Anni di mancati rinnovi e l'aumento dell'inflazione hanno reso i farmacisti italiani tra i meno pagati d'Europa.

Rischio depauperamento della professione

Le criticità attuali minacciano anche i futuri servizi farmaceutici. Si osserva una fuga dal settore e un calo significativo delle iscrizioni ai corsi di laurea in Farmacia. Questi sono chiari segnali di insoddisfazione e del mancato riconoscimento della professionalità. La percezione comune del farmacista titolare non corrisponde alla realtà lavorativa di circa 1500 dipendenti nelle Marche. Si profila un progressivo depauperamento della professione. Senza interventi tempestivi, si rischia un forte ridimensionamento del servizio farmaceutico.

La mancanza di risposte concrete da parte di Federfarma ha portato alla decisione di scioperare. I farmacisti delle Marche saranno a Roma il 13 aprile. Sono delusi dalla totale assenza di riconoscimento e valorizzazione della loro professionalità. Ogni giorno mettono a disposizione la loro competenza per i cittadini, il Servizio Sanitario Regionale e Nazionale.

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