Indice Globale della Fame 2026: un quadro preoccupante
La fame nel mondo ha registrato un preoccupante peggioramento rispetto al 2018. L'Indice Globale della Fame (GHI) 2026 segna un punteggio globale di 18,1, considerato moderato ma indicativo di una situazione critica se analizzato a livello regionale e nazionale.
Dopo quasi vent'anni di progressi, il quadro è ora dominato da crisi sovrapposte. Guerre e cambiamenti climatici si alimentano a vicenda, esacerbando l'insicurezza alimentare globale.
Guerre e clima: i motori della fame
Nel 2025, circa 645 milioni di persone hanno sofferto la fame. Di queste, 147,4 milioni vivevano in Paesi afflitti da conflitti e 87,5 milioni in nazioni colpite da eventi climatici estremi.
Il 2025 ha visto il numero più alto di conflitti armati dalla Seconda Guerra Mondiale. Parallelamente, siccità, alluvioni e tempeste si verificano con frequenza crescente.
L'avvicinarsi del fenomeno El Niño promette di aggravare ulteriormente la situazione, minacciando milioni di persone con la fame acuta.
Paesi a rischio: la Somalia in cima alla lista
La Somalia emerge come il Paese con il punteggio più grave nel GHI 2026, raggiungendo 47,0, un livello allarmante. Oltre la metà della popolazione soffre di denutrizione.
Un bambino su dieci in Somalia muore prima di compiere cinque anni. La situazione è aggravata da siccità, conflitto, aumento dei prezzi e tagli agli aiuti umanitari.
La fame è considerata allarmante in altri 7 Paesi: Burundi, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Madagascar, Sud Sudan, Sudan e Yemen. Altri 36 Paesi registrano livelli gravi.
Le conseguenze sui bambini e le prospettive future
I bambini sono le vittime più vulnerabili. Nel 2025, 35,5 milioni di minori hanno sofferto di malnutrizione acuta, con quasi 10 milioni nella forma più grave.
Per la prima volta, la carestia è stata confermata in due aree contemporaneamente: la Striscia di Gaza e il Sudan. Altri tre Paesi rischiano la carestia nel 2026.
Il direttore generale di CESVI, Stefano Piziali, sottolinea: «La fame non è solo una conseguenza dell’instabilità, ne è un moltiplicatore. Non c’è sicurezza senza sicurezza alimentare».
Le raccomandazioni per invertire la rotta
Il rapporto GHI 2026 sollecita l'integrazione della sicurezza alimentare nelle politiche di sicurezza globale. È fondamentale investire in sistemi alimentari resilienti e fermare i tagli agli aiuti umanitari.
Si chiede inoltre di finanziare i sistemi di monitoraggio e allerta precoce, intensificare la diplomazia preventiva e perseguire chi utilizza la fame come arma di guerra.
Nonostante i progressi siano più difficili da misurare a causa della mancanza di dati in alcune aree, 31 Paesi hanno ridotto il proprio punteggio GHI di almeno il 10% dal 2018.
Domande frequenti
Cosa misura l'Indice Globale della Fame (GHI)?
L'Indice Globale della Fame misura la fame nel mondo attraverso indicatori come denutrizione, malnutrizione infantile e mortalità infantile.
Quali sono le cause principali dell'aumento della fame nel mondo secondo il GHI 2026?
Le cause principali identificate sono i conflitti armati e gli eventi climatici estremi, che interagiscono e si rafforzano a vicenda, creando crisi alimentari complesse.