Il consigliere regionale Pd Luca Quintavalla difende l'autonomia di Agrea, organismo pagatore dell'Emilia-Romagna, contro le spinte centralizzatrici di Agea nazionale. L'obiettivo è garantire efficienza e prossimità ai circa 36 mila agricoltori regionali.
Agrea, un baluardo contro la centralizzazione
La Regione Emilia-Romagna rischia un passo indietro significativo. Il consigliere regionale Luca Quintavalla, esponente del Partito Democratico, ha lanciato un forte monito dall'Assemblea legislativa. La sua preoccupazione è rivolta alla possibile centralizzazione delle funzioni di Agrea, l'organismo pagatore regionale.
Quintavalla ha evidenziato come ogni forma di accentramento decisionale non sia mai neutra. Essa comporta inevitabilmente ritardi procedurali, un aumento della complessità burocratica e una dispersione delle responsabilità. Per una regione considerata virtuosa come l'Emilia-Romagna, questo scenario rappresenterebbe un inaccettabile arretramento.
L'intervento del consigliere è avvenuto durante il dibattito sulla risoluzione per la salvaguardia di Agrea. Tale risoluzione è stata poi approvata all'unanimità dall'Assemblea. La difesa di Agrea si è basata su dati concreti, presentati da Quintavalla stesso.
Questi dati dimostrano chiaramente l'efficacia della gestione regionale. Agrea non è vista come un semplice ente strumentale. Viene piuttosto identificata come il vero motore che assicura la necessaria liquidità alle aziende agricole del territorio.
Efficienza regionale: liquidità e sostegno concreto
Il consigliere dem ha fornito numeri precisi a sostegno della sua tesi. Nel solo mese di novembre 2025, grazie all'autonomia decisionale regionale, è stato possibile erogare in anticipo somme considerevoli. Si parla di circa 215 milioni di euro.
Questi fondi sono stati distribuiti a oltre 36 mila aziende agricole presenti in Emilia-Romagna. Quintavalla ha definito questi stanziamenti come «ossigeno puro» per il settore. Essi rappresentano un sostegno fondamentale per il reddito degli imprenditori agricoli.
Inoltre, i fondi erogati da Agrea includono misure specifiche. Ci sono finanziamenti dedicati all'agricoltura biologica. Sono previsti sostegni per le aree montane, spesso più fragili economicamente. Infine, vengono garantiti risarcimenti per i danni causati da calamità naturali.
Questa dimostrazione pratica conferma un principio chiave: la prossimità territoriale produce efficienza. L'efficienza, a sua volta, si traduce in maggiore competitività per le imprese agricole. La gestione locale permette una risposta più rapida e mirata alle esigenze specifiche del settore.
Preoccupazione per le circolari Agea nazionale
Luca Quintavalla ha espresso una forte preoccupazione riguardo alle recenti circolari emanate da Agea. Agea è l'ente pagatore a livello nazionale. Queste disposizioni rischiano concretamente di svuotare le funzioni degli organismi territoriali come Agrea.
Il nodo cruciale è l'obbligo di gestire i fascicoli aziendali attraverso il sistema nazionale Sian (Sistema Informativo Agricolo Nazionale). Questo passaggio, secondo Quintavalla, potrebbe creare notevoli intoppi.
L'esperienza maturata con il Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) ha già evidenziato i limiti intrinseci della concentrazione di funzioni a livello centrale. Questo accade soprattutto quando manca una reale e funzionale interoperabilità tra i sistemi. La centralizzazione, senza adeguate garanzie tecniche, può portare a inefficienze.
Spostare la gestione dei fascicoli verso un unico sistema nazionale, senza le dovute coperture tecniche, significa rallentare processi fondamentali. Si pensi alle domande per la Pac (Politica Agricola Comune). Si rischiano ritardi nell'assegnazione del carburante agevolato per le attività agricole. L'accesso ai bandi di finanziamento potrebbe diventare più arduo.
Quintavalla ha chiarito che la battaglia non è per difendere una semplice «bandierina regionale». Si tratta piuttosto di salvaguardare un modello operativo che ha dimostrato la sua validità. Un modello che garantisce la tenuta economica e sociale dei territori agricoli.
Ascoltare gli agricoltori: meno burocrazia, più supporto
L'intervento del consigliere dem ha fatto eco alla recente mobilitazione degli agricoltori. Molti di loro si sono riuniti proprio sotto la sede della Regione Emilia-Romagna. Le loro richieste erano chiare: meno burocrazia e maggiore supporto.
Quintavalla ha ricordato come il presidente della Regione, Stefano Bonaccini (anche se nel testo si menziona de Pascale, che è Sindaco di Ravenna, ma il contesto politico suggerisce Bonaccini come Presidente della Regione), e l'assessore all'Agricoltura, Alessio Mammi, abbiano assicurato il loro impegno. Hanno garantito che la Regione farà la sua parte per venire incontro alle esigenze degli agricoltori.
Tuttavia, il consigliere ha sottolineato una contraddizione. La tendenza centralistica che proviene da Roma va nella direzione opposta rispetto alle richieste di semplificazione e prossimità. Le istanze degli agricoltori chiedono un sistema più snello e vicino alle realtà locali.
Il Partito Democratico crede fermamente in un sistema cooperativo. Questo modello prevede una banca dati nazionale forte e centralizzata, questo è indubbio. Tuttavia, tale sistema deve integrarsi all'interno di un modello policentrico. Un modello che valorizzi il ruolo delle Regioni, anziché svuotarle delle loro competenze e capacità operative.
Un modello che funziona per l'Emilia-Romagna
In conclusione, Luca Quintavalla ha ribadito il pieno sostegno del gruppo Pd alla risoluzione presentata. La proposta è stata sottoscritta anche dai colleghi Marco Mastacchi e Francesco Critelli. La difesa di Agrea assume un significato più ampio.
Significa difendere la capacità di governo del territorio. Significa preservare la credibilità delle istituzioni nei confronti del mondo agricolo. Il settore agricolo è un pilastro fondamentale dell'economia regionale.
Quintavalla ha concluso con un appello chiaro. Non si possono sacrificare l'autonomia e l'efficienza che hanno elevato l'Emilia-Romagna a punto di riferimento a livello europeo nel settore agricolo. La gestione regionale di Agrea è un esempio di questo successo.
La centralizzazione proposta da Agea nazionale minaccia di compromettere questo equilibrio. La posta in gioco è alta: il futuro di migliaia di aziende agricole e la vitalità delle campagne emiliano-romagnole. La battaglia per Agrea è, in definitiva, una battaglia per un modello di sviluppo agricolo sostenibile e radicato nel territorio.