L'Emilia-Romagna vede un incremento dei cittadini colpiti da demenze, con oltre 93.000 persone assistite. La regione punta a potenziare i servizi sanitari e sociali per rispondere all'invecchiamento della popolazione.
Aumento dei casi di demenza in regione
La popolazione dell'Emilia-Romagna affronta una crescente incidenza di disturbi demenziali. Oltre un quarto dei residenti ha superato i 65 anni di età. Questo dato demografico contribuisce all'aumento delle persone con demenza.
La prevalenza regionale si attesta ora a 25,2 casi ogni mille abitanti. Questo valore segna un incremento rispetto all'anno precedente, quando era di 23 casi per mille.
L'incremento è anche frutto di una maggiore capacità dei servizi. La regione è stata pioniera dal 1999 nel creare una rete di supporto. Questa rete assiste pazienti, familiari e caregiver.
Oltre 93.000 persone assistite
Si stima che circa 93.723 persone vivano con una forma di demenza in Emilia-Romagna. Di queste, una percentuale significativa, pari al 74%, riceve assistenza. Questo dato supera i due terzi del totale dei casi.
I servizi sanitari e sociosanitari regionali stanno intercettando e seguendo la maggior parte dei pazienti. Le fasce d'età più colpite sono quelle avanzate. Si registrano maggiori concentrazioni tra i 75 e gli 89 anni.
La fascia di popolazione più anziana, con oltre 90 anni, presenta la più alta incidenza di demenze. Questo sottolinea la correlazione diretta tra invecchiamento e insorgenza di queste patologie.
Rafforzare la rete di cura e supporto
I dati più recenti emergono dalla relazione annuale. Il documento analizza l'avanzamento del progetto regionale dedicato alle demenze per il 2025. È stato pubblicato sul portale SalutER.
La pubblicazione coincide con la Giornata mondiale dedicata all'Alzheimer. Questa ricorrenza cade il 21 settembre. L'iniziativa mira a sensibilizzare l'opinione pubblica.
L'assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, ha commentato i dati. Ha definito l'allungamento della vita una conquista straordinaria. Tuttavia, ha sottolineato la necessità di ripensare i servizi sanitari e sociali.
Vivere più a lungo deve significare poter contare su un supporto adeguato. È fondamentale una rete di cura vicina alle persone fragili. Occorre anche sostenere chi si prende cura di loro.
L'Emilia-Romagna ha costruito una rete di assistenza importante nel corso degli anni. Massimo Fabi ha ribadito che non ci si può fermare. La collaborazione tra sanità e sociale deve intensificarsi. L'obiettivo è rendere la rete sempre più strutturata e capillare sul territorio.