Quasi 50 milioni di euro saranno erogati dalla Regione Emilia-Romagna per le aziende agricole situate in montagna e in zone con vincoli naturali. I fondi mirano a compensare i maggiori costi e i minori ricavi di queste imprese strategiche.
Sostegno alle imprese agricole svantaggiate
La Regione Emilia-Romagna ha stanziato quasi 50 milioni di euro. Questi fondi sono destinati a supportare le aziende agricole che operano in contesti territoriali complessi. Si tratta in particolare delle aree montane e di quelle soggette a vincoli naturali significativi. La Giunta regionale ha approvato i bandi per il 2026. Questi provvedimenti attivano le indennità compensative previste dalla Politica Agricola Comune (PAC) 2023-2027.
Gli interventi si concentrano su due direttrici principali. Circa 31,5 milioni di euro andranno a sostenere le aree montane. Altri 17,5 milioni di euro sono invece dedicati agli ambiti territoriali con svantaggi naturali marcati (Srb02). Questi strumenti sono essenziali per bilanciare i costi operativi più elevati e le minori entrate tipiche di queste zone.
Le risorse fanno parte di un pacchetto complessivo di oltre 144 milioni di euro per il periodo di programmazione 2023-2027. Per il 2026, è assicurato il finanziamento di tutte le domande ammissibili. Non verranno applicati meccanismi selettivi, garantendo un sostegno diffuso.
Obiettivi e beneficiari dei contributi
L’obiettivo primario di queste indennità è compensare le differenze di redditività rispetto alle aree non vincolate. Mirano anche a garantire la sopravvivenza delle attività agricole e zootecniche nei territori più fragili. Si intende così contrastare l'abbandono delle zone interne e montane. Inoltre, si punta a rafforzare la presenza umana e le attività economiche in queste aree.
L'intento è assicurare la continuità degli interventi. Si vuole offrire un supporto concreto alle imprese agricole che affrontano condizioni operative più difficili. L'assessore regionale all'Agricoltura, Alessio Mammi, ha sottolineato l'importanza di questo impegno. «Rinnoviamo un impegno preciso della Regione: sostenere concretamente le aziende che operano nei territori più fragili», ha dichiarato Mammi. Ha evidenziato come queste imprese siano fondamentali per la produttività, il presidio del territorio, la tutela del paesaggio e la qualità ambientale.
«Senza il loro lavoro quotidiano, intere aree rischierebbero di essere abbandonate», ha aggiunto Mammi. Le conseguenze sarebbero negative non solo sul piano economico, ma anche sociale e ambientale. La Regione conferma quindi un sostegno significativo. Questo riconosce il valore strategico dell'agricoltura in montagna e nelle aree svantaggiate. Rafforza anche la coesione territoriale dell'intera regione.
Dettagli sui bandi e le modalità di accesso
I contributi saranno erogati sotto forma di indennità annuale per ettaro di Superficie Agricola Utilizzata (SAU). Per le aziende zootecniche, l'importo può raggiungere i 300 euro per ettaro. Per le altre tipologie di aziende agricole, il contributo arriva fino a 250 euro per ettaro. Le domande sono ammissibili per superfici minime di 2 ettari. Questo limite sale a 3 ettari se si richiedono contributi per entrambe le tipologie di area.
Possono accedere al sostegno gli agricoltori attivi. Devono condurre direttamente i terreni e risultare iscritti all'Anagrafe delle aziende agricole. Il fascicolo aziendale deve essere aggiornato e validato. Le superfici devono essere mantenute in condizioni idonee per l'intero anno di riferimento. Per le aziende zootecniche, il massimo contributo è legato al rispetto di un carico minimo di bestiame.
È previsto un meccanismo di modulazione del contributo. Il sostegno è pieno fino a 20 ettari. Si riduce progressivamente per le superfici eccedenti. Oltre i 60 ettari, il contributo non viene riconosciuto. Questa scelta favorisce le aziende di piccole e medie dimensioni. Le indennità sono cumulabili con altri strumenti della PAC. Ciò contribuisce a rafforzare la sostenibilità economica delle aziende in territori con esigenze specifiche.
Scadenze e gestione delle domande
Le domande di sostegno e pagamento dovranno essere presentate entro il 15 maggio 2026. Le modalità operative sono definite nel sistema di gestione della PAC. L'istruttoria delle domande è affidata ad Agrea. Questo ente verificherà i requisiti, determinerà gli importi e concederà le indennità.
Il consigliere regionale Daniele Valbonesi ha accolto positivamente l'iniziativa. Ha definito i bandi una «boccata d'ossigeno» per le aziende agricole delle aree più fragili. Ha ricordato l'aumento dei fondi nel 2025, passato dal 50% al 70%. I nuovi bandi, per quasi 50 milioni di euro, mirano a soddisfare tutte le richieste.
Valbonesi ha evidenziato gli aumenti dei contributi per ettaro. Per le aziende zootecniche si arriva a 300 euro (con un aumento del 50% rispetto al 2025). Per le altre imprese agricole si arriva a 250 euro (con un aumento del 25%). «Si tratta di un segnale importante di sostegno a chi opera in un settore strategico», ha affermato. Ha sottolineato il rischio di abbandono delle aree che questo sostegno intende prevenire.
«Questo ulteriore sforzo possa non bastare rispetto alle difficoltà», ha concluso Valbonesi. Tuttavia, rappresenta un sostegno nella giusta direzione. Riconosce un'esigenza sentita dal basso. Il sostegno al reddito è fondamentale in politiche più organiche e coraggiose per le aree collinari e montane. La Regione sta dimostrando di considerare questi territori non un peso, ma una risorsa strategica.