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La sanità dell'Emilia-Romagna riceverà 10,2 miliardi di euro nel 2026, con un aumento di 350 milioni rispetto all'anno precedente. Tuttavia, si registra un taglio del 20% ai farmaci innovativi. Le forze politiche regionali si dividono tra apprezzamento per l'operato regionale e critiche al governo nazionale.

Finanziamenti sanitari regionali nel 2026

Nel 2026, il settore sanitario dell'Emilia-Romagna vedrà un incremento dei fondi disponibili. La cifra totale raggiungerà i 10,25 miliardi di euro. Questo rappresenta un aumento di circa 350 milioni rispetto ai 9,9 miliardi stanziati per l'anno precedente. La commissione Politiche per la Salute ha espresso parere favorevole alla delibera della Giunta. Questo stanziamento è in attesa dell'intesa definitiva in Conferenza Stato-Regioni. L'obiettivo è potenziare l'innovazione, la prevenzione e il benessere del personale.

Si punta anche a migliorare l'assistenza territoriale. Verranno affrontati i lunghi tempi d'attesa per visite ed esami specialistici. L'assessore alla Sanità, Massimo Fabi, ha sottolineato l'incremento delle risorse statali. Ha però espresso preoccupazione per la natura vincolata di molti fondi. La riduzione del payback sui farmaci è un altro punto critico. Il fondo per i farmaci innovativi subirà un calo di 30 milioni di euro a livello regionale.

Critiche e posizioni politiche sul bilancio sanitario

Il riparto dei fondi sanitari ha acceso il dibattito tra le forze politiche regionali. I consiglieri di centrosinistra hanno apprezzato l'impegno della Regione. Hanno però criticato il governo nazionale, specialmente per il taglio ai farmaci innovativi. I consiglieri di centrodestra hanno elogiato l'operato del governo Meloni. Hanno chiesto alla Regione di razionalizzare la spesa per evitare sprechi.

Giovanni Gordini (Civici) ha evidenziato ritardi nell'assistenza domiciliare. Ha sollevato dubbi sull'efficacia delle tecnologie costose. Nicola Marcello (FdI) ha riconosciuto l'impegno del governo centrale. Ha insistito sulla necessità di razionalizzazione da parte della Regione. Lodovico Albasi (Pd) ha criticato la riduzione dei fondi per i farmaci innovativi. Maria Costi (Pd) ha sottolineato l'importanza dell'assistenza territoriale. Ha evidenziato la necessità di attenzione alla non autosufficienza.

Elena Ugolini (Rete civica) ha chiesto un'analisi attenta della contabilità legata al PNRR. Ha suggerito di valutare gli investimenti realmente necessari. Paolo Trande (Avs) ha lamentato la rigidità dei fondi vincolati. Ha criticato la sottrazione di risorse alla spesa farmaceutica. Valentina Castaldini (Forza Italia) ha riconosciuto lo sforzo del governo. Ha notato che il fondo per i farmaci innovativi non si esauriva mai. Ha segnalato problemi sul registro tumori e sui percorsi nascita.

Paolo Calvano (Pd) ha criticato un presunto spirito centralista del governo. Ha evidenziato il ruolo delle lobby farmaceutiche. Ha giudicato positivamente l'istituzione di un fondo per le emergenze. Ludovica Carla Ferrari (Pd) ha chiesto di considerare l'impatto dell'invecchiamento sulla sanità. Ha sottolineato la necessità di guardare al futuro, in particolare alla domiciliarità.

Dettaglio degli stanziamenti e investimenti previsti

Circa 8,5 miliardi di euro saranno destinati ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Questa cifra include oltre 300 milioni per il fondo regionale per la non autosufficienza. Altri 282 milioni sono previsti per la qualificazione dell'assistenza ospedaliera. Di questi, circa 195 milioni serviranno per l'equilibrio economico-finanziario delle aziende. Sono inoltre stanziati 75 milioni per il sistema sanitario regionale-universitario.

50 milioni di euro saranno dedicati all'innovazione in sanità. Di questi, 3,5 milioni andranno alla prevenzione. Una quota significativa, oltre 1 miliardo di euro, finanzierà diversi capitoli. Questi fondi copriranno l'acquisto di farmaci, gli oneri contrattuali del personale e l'ammodernamento tecnologico.

L'assessore Massimo Fabi ha evidenziato un aumento degli investimenti regionali. Circa il 3% in più per le aziende sanitarie e ospedaliere. Si punta al rinnovo delle tecnologie e al potenziamento dell'assistenza territoriale. La telemedicina e le case della comunità saranno al centro degli interventi. Verranno potenziate le attività di prevenzione e le campagne di screening. L'obiettivo è anche rafforzare la copertura vaccinale e migliorare i tempi di attesa. Infine, si intende potenziare il servizio di psicologia pubblica.