Elefanti preistorici: smalto dentale svela segreti di 125mila anni fa
Smalto dentale: un diario fossile di vita antica
I molari fossili di antichi elefanti europei, vissuti circa 125.000 anni fa, hanno rivelato dettagli inediti sulla loro esistenza. L'analisi dello smalto dentale di Palaeoloxodon antiquus, i più grandi mammiferi terrestri dell'Europa preistorica, ha funzionato come un vero e proprio diario segreto.
Uno studio internazionale, guidato dall'Università di Modena e Reggio Emilia, ha permesso di ricostruire gli spostamenti, le abitudini alimentari e persino il sesso di questi giganti del passato. Le scoperte offrono anche uno sguardo sulle complesse strategie di caccia impiegate dai Neanderthal, che necessitavano di profonda conoscenza del territorio e di un'attenta pianificazione.
Viaggi e dieta svelati dalle analisi isotopiche
La crescita lenta dello smalto dentale, strato dopo strato, ha registrato fedelmente le informazioni ambientali relative alla vita dell'animale. Grazie alle analisi isotopiche, i ricercatori sono riusciti a tracciare i movimenti di questi elefanti su distanze considerevoli, quasi come seguire un itinerario conservato per oltre centomila anni.
La ricerca si è concentrata sul sito di Neumark-Nord, nella Germania nord-orientale, un giacimento paleontologico di primaria importanza. Qui sono stati rinvenuti i resti di oltre settanta elefanti, presumibilmente abbattuti dai Neanderthal. Le indagini hanno confermato che alcuni degli esemplari studiati non erano stanziali, ma compivano spostamenti lunghi fino a 300 chilometri prima di raggiungere l'area di Neumark-Nord.
Paleoproteomica: identificato il sesso degli elefanti
Per la prima volta, la paleoproteomica, lo studio delle proteine antiche, è stata applicata ai resti di Palaeoloxodon antiquus. Questa tecnica ha permesso di determinare il sesso di quattro individui analizzati: tre maschi e una probabile femmina.
Queste scoperte, pubblicate sulla prestigiosa rivista Science Advances, aprono nuove prospettive sulla comprensione della fauna pleistocenica e sulle interazioni tra ominidi e megafauna, gettando luce sulle capacità cognitive e organizzative dei Neanderthal.
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