Condividi

Nuovo studio rivela che il 38% degli adolescenti subisce bullismo e 1 su 5 contempla l'autolesionismo. Il disagio giovanile si manifesta in forme più silenziose e interiorizzate.

Nuovo studio sul disagio giovanile

Un adolescente su cinque ha considerato l'idea di farsi del male. Molti giovani si sentono più compresi dall'intelligenza artificiale che dalle persone. Questi dati emergono da un recente Rapporto nazionale sul disagio giovanile. L'indagine è stata condotta dall'Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile. Ha coinvolto mille studenti tra i 14 e i 19 anni. I risultati sono stati presentati durante la Maratona Bullismo 2026.

L'indagine evidenzia una profonda trasformazione delle fragilità adolescenziali. Rispetto all'anno precedente, il disagio giovanile assume nuove forme. Non si manifesta più solo con aggressività o esclusione sociale evidente. Ora emergono sofferenze più silenziose. Queste riguardano la sfera emotiva e identitaria dei ragazzi.

Aumentano bullismo e insicurezze

Il 38% degli adolescenti intervistati ha subito episodi di bullismo. Questo dato è in crescita rispetto al 34% dell'anno precedente. Parallelamente, si registra un aumento di ansia e insicurezze personali. Il 41% dei giovani prova ansia da inadeguatezza. Il 30% manifesta vergogna per il proprio corpo. Un persistente senso di vuoto è riportato dal 25% dei ragazzi.

Le aggressioni fisiche sono diventate una quota residuale del fenomeno. Rappresentano solo il 3,96% dei casi. La forma di sofferenza più diffusa è ora l'esclusione sociale. Questa è indicata dal 16,67% degli studenti. L'esclusione sociale rappresenta quindi la nuova frontiera del disagio giovanile.

Le sfide educative e il ruolo del digitale

«Il fatto che le aggressioni fisiche siano residuali è un segnale incoraggiante. Dimostra che anni di sensibilizzazione stanno dando frutti», afferma Luca Massaccesi, Presidente dell'Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile. «Tuttavia, non possiamo abbassare la guardia. Il disagio giovanile sta cambiando forma. Cresce una sofferenza più silenziosa e invisibile. Questa è legata all'identità e all'autostima. La vera sfida educativa sarà imparare a riconoscere questi segnali precocemente».

Preoccupa la difficoltà nel chiedere aiuto. Il 47% dei giovani dichiara di trovare difficile rivolgersi a qualcuno. Il 43% percepisce gli adulti come distanti. La ricerca sottolinea anche il ruolo centrale del digitale. Il 44% dei ragazzi controlla continuamente il telefono. Il 52% ammette l'influenza degli algoritmi sul proprio stato emotivo.

Lo sport come antidoto

Nonostante il quadro preoccupante, emerge un segnale positivo. Il 64% dei ragazzi riconosce nello sport uno strumento fondamentale. Lo sport contribuisce all'equilibrio emotivo e al benessere psicologico. È visto come un pilastro per affrontare le difficoltà quotidiane.

Le persone hanno chiesto anche:

Cosa fare se mio figlio è vittima di bullismo?
È fondamentale ascoltare attentamente il ragazzo, senza giudicare. Rassicurarlo sul fatto che non è colpa sua e che non è solo. Raccogliere informazioni dettagliate sull'accaduto. Contattare la scuola per segnalare l'episodio e collaborare per trovare soluzioni. Considerare il supporto di uno psicologo per aiutare il ragazzo a elaborare l'esperienza e rafforzare la sua autostima.

Come si manifesta il disagio giovanile oggi?
Oggi il disagio giovanile si manifesta spesso in forme più interiorizzate e silenziose. Tra i segnali ci sono ansia da inadeguatezza, vergogna per il proprio corpo, senso di vuoto, ritiro sociale, difficoltà relazionali, e un aumento della dipendenza dai dispositivi digitali. Anche pensieri autolesionistici o di non voler vivere sono segnali preoccupanti.