Il decreto bollette modifica le regole del telemarketing per i servizi energetici, creando disparità con il settore delle telecomunicazioni. Esperti e associazioni temono danni alla concorrenza e ai consumatori.
Critiche al decreto bollette
Una nuova legge sta suscitando forti reazioni. Il provvedimento, approvato alla Camera, introduce restrizioni significative per il telemarketing nel settore energetico. Questa misura è vista da molti come una distorsione della concorrenza.
Il professor Andrea Rangone del Politecnico di Milano ha espresso forte disappunto. Egli definisce la legge «assurda». La norma, secondo Rangone, protegge un settore, quello energetico, dove i prezzi sono aumentati notevolmente. Allo stesso tempo, penalizza il comparto delle telecomunicazioni.
I prezzi delle telecomunicazioni in Italia sono tra i più bassi d'Europa. Questo è dovuto all'elevata competizione nel settore. La nuova legge sembra andare in controtendenza rispetto a questa dinamica.
Disparità tra energia e telco
La norma sul telemarketing energetico è stata inserita nel decreto con una procedura rapida. Questa mossa ha sollevato dubbi sulla sua trasparenza. L'economista e senatore PD Antonio Nicita la considera una distorsione della concorrenza.
Anche Eugenio Prosperetti, noto giurista nel campo delle telecomunicazioni, concorda. Egli parla di «un non senso giuridico». Prosperetti sottolinea che la legge penalizza i consumatori. Crea inoltre un'asimmetria regolamentare dannosa per le telco.
Le associazioni dei consumatori mostrano cautela. Molte apprezzano le limitazioni al telemarketing energetico, considerato invasivo. Tuttavia, alcune riconoscono l'esistenza di un'asimmetria pericolosa.
Mauro Vergari di Adiconsum afferma: «Noi avevamo detto che quella norma andava messa in tutti i settori, non solo nell’energia». Questo evidenzia una preoccupazione diffusa per la disparità di trattamento.
Nuove regole per le chiamate
Se la legge sarà confermata al Senato, rivoluzionerà il telemarketing. I call center potranno contattare utenti per servizi energetici solo in due casi. Il primo è se l'utente ha richiesto espressamente la chiamata. Il secondo è se l'utente è già cliente di quell'operatore.
In tutti gli altri casi, le chiamate saranno vietate. I contratti stipulati violando queste regole saranno nulli. Questo rappresenta un blocco significativo rispetto alle attuali normative.
Attualmente, i call center possono proporre offerte a chiunque sia presente negli elenchi pubblici. Possono anche contattare chi ha dato un consenso generico a ricevere comunicazioni promozionali. Esiste l'eccezione del registro delle opposizioni.
Il decreto bollette complica ulteriormente il sistema. Per i soli servizi energetici, vige un divieto più stringente. Questo divieto è mitigato solo dalle due eccezioni menzionate.
Impatto sui consumatori e sui prezzi
Secondo Prosperetti, questa norma può danneggiare i consumatori. Non potranno ricevere offerte, anche se hanno dato un consenso generico. Questo include offerte da operatori telefonici che vendono anche servizi energetici, spesso a prezzi inferiori alla media.
Si prevede una restrizione della concorrenza. Questo potrebbe frenare una possibile diminuzione dei prezzi dell'energia. I prezzi dell'energia elettrica sono attualmente elevati.
Analisi del Politecnico di Milano, basate su dati Istat e Agcom, mostrano un raddoppio dei prezzi della luce dal 2010 al 2025. Nello stesso periodo, le offerte telefoniche sono diminuite del 40%. Dati Arera confermano un aumento di circa l'86% per la componente energetica.
Protesta degli operatori telco
Gli operatori energetici che offrono servizi di telecomunicazione continueranno a beneficiare delle vecchie regole. Potranno contattare facilmente gli utenti delle telco per proporre servizi di telefonia. Sarà invece molto più difficile per gli operatori telco fare il contrario.
Questa disparità ha scatenato la protesta dell'associazione operatori Asstel. L'associazione denuncia l'asimmetria regolatoria e chiede modifiche al testo di legge.
Antonio Nicita sottolinea come la concorrenza si stia muovendo verso offerte multiutility. È quindi fondamentale garantire regole eque e non discriminatorie per i consumatori. La norma attuale lede la parità concorrenziale e il benessere dei consumatori.
Andrea Rangone ribadisce l'importanza del settore delle telecomunicazioni. Lo definisce «un settore fondamentale per la crescita economica del Paese». Le infrastrutture telefoniche sono essenziali per il funzionamento di aziende, città e trasporti. Sono centrali per il futuro innovativo basato su cloud e intelligenza artificiale.
Il paradosso, secondo Rangone, è che lo Stato, invece di supportare queste infrastrutture, contribuisce ad affossarle con norme distorsive della concorrenza.