La compagnia di danza italiana Oplas presenta una rilettura del "Sacre du Printemps" di Stravinsky nel deserto tunisino. L'evento celebra la Giornata Mondiale della Danza con un progetto di creazione condivisa tra giovani artisti di sette nazioni.
Danza contemporanea incontra il Sahara
La danza contemporanea italiana si fonde con il suggestivo paesaggio del deserto tunisino. La compagnia Oplas, riconosciuta come Centro regionale della danza in Umbria, ha portato in scena una nuova interpretazione del celebre balletto "Le Sacre du Printemps". L'esibizione si è svolta nell'ambito del Festival internazionale del Teatro nel Sahara.
Questa rilettura è frutto di un progetto di creazione condivisa. Ha coinvolto giovani artisti provenienti da ben sette Paesi. Cinque di queste nazioni sono africane, mentre due sono europee. L'evento ha rappresentato un ponte culturale unico.
Un progetto di cooperazione internazionale
L'esibizione ha avuto luogo su un palcoscenico naturale. La sabbia battuta ai piedi della grande duna di El Golaa, nel governatorato di Kebili, ha fatto da sfondo. Questa performance rientra nel progetto Co-CreArt, parte di Boarding Pass Plus 2025-2027. Il progetto gode del sostegno del ministero italiano della Cultura.
Oplas ha sviluppato questo ambizioso programma in collaborazione con una rete di partner distribuiti tra Europa e Africa. Sul sito della compagnia umbra, Co-CreArt è descritto come un'iniziativa supportata dal MiC e dalla Regione Umbria. Parallelamente, il festival tunisino ha annunciato una residenza artistica legata a Co-CreArt, in partnership con il Centro regionale della danza dell'Umbria.
Celebrazione della Giornata Mondiale della Danza
La scelta della data non è casuale. Il 29 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Danza. Questa ricorrenza è stata istituita nel 1982 dal Comitato danza dell'International Theatre Institute. Ogni anno, si celebra nell'anniversario della nascita di Jean-Georges Noverre. Egli è considerato uno dei padri fondatori del balletto moderno.
Sotto la guida di Luca Bruni, Luana Rossetti e Mario Ferrari, la nuova versione del "Sacre" prende le mosse dalla drammaturgia originale. Si ispira anche alla partitura composta da Stravinsky oltre un secolo fa. Tuttavia, la creazione si arricchisce delle suggestioni raccolte durante il percorso del progetto.
Sono state integrate le impressioni di paesaggi, sonorità, culture e forme espressive dei Paesi attraversati. Il nucleo coreografico iniziale si è trasformato gradualmente. È diventato una creazione mobile, pensata per diversi tipi di spazi. Può adattarsi sia a luoghi teatrali tradizionali sia a contesti non convenzionali, come il deserto tunisino.
Il significato della primavera e della rinascita
Al centro del lavoro coreografico vi è il tema della primavera. Questo concetto è inteso come paradigma della rinascita. Non si limita all'inizio di un nuovo ciclo. Rappresenta piuttosto la trasmissione continua di memoria, bellezza e gesti tra le generazioni.
La coreografia esplora le dimensioni di spazio, tempo e velocità. Analizza il luogo in cui i corpi si muovono. Indaga il ritmo personale di ogni interprete. Studia la relazione dinamica tra movimento e trasformazione.
Cooperazione culturale nel Mediterraneo e in Africa
La presenza di Oplas al festival tunisino rafforza la dimensione mediterranea e africana della cooperazione culturale italiana. Il progetto Co-CreArt coinvolge diverse realtà internazionali. Tra queste figurano il Festival internazionale del Teatro nel Sahara in Tunisia, Col'Jam in Marocco.
Partecipano anche l'Istituto nazionale delle Arti della Mauritania, il Centro per lo sviluppo artistico e culturale Elijah di Ouidah in Benin. Sono coinvolti inoltre Muda Africa in Tanzania e il Centro per la pratica artistica e la ricerca coreografica in Francia.
Nel deserto di El Golaa, il "Sacre du Printemps" si trasforma in un rito contemporaneo di scambio culturale. Non è più solo il racconto di un sacrificio o di un ciclo naturale. Diventa un inno alla vita che rinasce nel continente africano. Tutto questo avviene attraverso il linguaggio universale e condiviso della danza.