Politica

Cuba: dialogo con gli USA per evitare la crisi

15 marzo 2026, 11:17 2 min di lettura
Cuba: dialogo con gli USA per evitare la crisi Immagine da Wikimedia Commons Roma
AD: article-top (horizontal)

Cuba apre al dialogo con gli USA

Il presidente cubano Miguel Diaz-Canel ha annunciato contatti con funzionari del Governo americano per esplorare soluzioni ai contrasti bilaterali. L'iniziativa, poco notata a causa dell'attenzione globale sulla guerra in Iran, segna un potenziale cambio di rotta per l'isola caraibica.

Queste dichiarazioni, rilasciate durante una rara apparizione televisiva dalla sede del Partito Comunista, potrebbero rappresentare una forma di resa di fronte alla pressione esercitata dagli Stati Uniti. Dal 1960, Cuba ha resistito a un embargo totale imposto da Washington.

L'impatto delle politiche USA su Cuba

L'amministrazione Donald Trump ha intensificato la pressione su Cuba, considerata un obiettivo strategico nella sua riaffermazione della Dottrina Monroe. Dopo aver colpito il Venezuela di Nicolas Maduro, gli USA hanno agito su più fronti contro l'isola.

È stato bloccato il flusso di petrolio dal Venezuela, con minacce di dazi per chiunque rifornisse Cuba. Successivamente, l'isola è stata inserita nella lista dei Paesi sponsor del terrorismo, inasprendo ulteriormente le condizioni dell'embargo economico.

Misure punitive e conseguenze economiche

È stato istituito un gruppo di lavoro, guidato dal procuratore Reding Quinones, per avviare procedimenti penali contro i leader cubani, seguendo un modello simile a quello applicato a Maduro. Infine, è stata permessa la vendita di petrolio solo a privati cubani, minando l'autorità del governo.

Queste azioni hanno portato l'economia cubana e il tenore di vita dei suoi abitanti a una crisi profonda. Il regime si trova di fronte a una scelta difficile: resistere e confidare in aiuti esterni, rischiando un collasso sociale o un intervento militare, oppure cedere e negoziare.

Posizione strategica e obiettivi USA

La strategia americana non sembra mirare alle risorse naturali di Cuba, quanto piuttosto alla sua posizione strategica. L'obiettivo sarebbe quello di riportare l'isola a uno stato di dipendenza da Washington, simile a un protettorato pre-rivoluzione castrista.

L'alibi ufficiale è la natura antidemocratica del regime, ma il progetto più ampio sarebbe quello di consolidare il controllo politico sull'intero continente americano. Le azioni contro Cuba si inseriscono in questa visione, paragonabili all'interesse manifestato per i separatisti dell'Alberta in Canada.

AD: article-bottom (horizontal)