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Il governo italiano considera misure di risparmio energetico per contrastare l'inflazione, tra cui la didattica a distanza per le scuole e lo smart working per i dipendenti pubblici. La proposta arriva dal sindacato Anief, ma il Ministro dell'Istruzione ha escluso l'opzione.

Possibile ritorno alla didattica a distanza

Per arginare l'aumento dei prezzi dei carburanti, il Governo e il Parlamento potrebbero considerare l'adozione della didattica a distanza (Dad). Questa ipotesi è stata avanzata da Marcello Pacifico, presidente di Anief, il sindacato degli insegnanti. La proposta segue la discussione sullo smart working per i lavoratori pubblici a causa della crisi energetica.

Pacifico ritiene che la Dad, sebbene possa apparire drastica, sarebbe una conseguenza logica di misure volte al risparmio energetico. Queste includono la razionalizzazione di luce, gas e petrolio. Lo smart working per tutti i dipendenti pubblici è un'altra misura considerata.

Il presidente di Anief cita esempi di altre nazioni che hanno già adottato iniziative simili. La scuola, secondo Pacifico, dovrebbe essere l'ultima a chiudere. Tuttavia, se il conflitto in Medio Oriente dovesse proseguire, potrebbe risentire della crisi attuale.

Il dibattito sulla Dad e le posizioni ufficiali

La posizione del sindacato Anief aprirà inevitabilmente un dibattito. Si discuterà nel mondo della scuola e tra le forze politiche sul possibile ritorno alla didattica a distanza. Questo dopo l'esperienza vissuta durante la pandemia da Covid-19.

Resta da capire se il Governo e il Parlamento prenderanno in seria considerazione la proposta. Il Ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, ha già categoricamente escluso questa opzione. La sua dichiarazione pone un freno alla discussione, almeno per il momento.

Quanto è probabile uno scenario di "lockdown energetico"? La preoccupazione nasce da un recente rapporto del gestore della rete nazionale. Questo segnala un aumento dei consumi elettrici e riserve di gas inferiori alle attese. La situazione è aggravata dal proseguire delle ostilità in Medio Oriente.

Misure di risparmio energetico in Europa

La Commissione europea ha sollecitato gli Stati membri a prepararsi per uno shock energetico prolungato. Questo riguarda sia il gas che il petrolio. Il commissario europeo all'Energia, Dan Jørgensen, ha invitato i governi a coordinarsi. Ha anche suggerito di valutare misure di risparmio, specialmente nei trasporti.

Tra le opzioni studiate a livello europeo figurano tre misure principali. La prima riguarda la limitazione dell'uso dei condizionatori negli uffici pubblici e nei centri commerciali. Le temperature sarebbero fissate per legge tra i 27 e i 28 gradi. La seconda misura prevede giornate di circolazione a targhe alterne nei centri urbani. L'obiettivo è ridurre la domanda di carburante. Infine, si valuta l'istituzione di giornate di smart working d'emergenza, esteso anche ai dipendenti del settore privato.

Le strategie italiane per la crisi energetica

Il governo italiano assicura che non sono previste restrizioni immediate. Tuttavia, non esclude interventi mirati. Gli stimoli principali si concentreranno sulla produzione nazionale di energie rinnovabili. Verranno semplificati gli incentivi per il fotovoltaico e le comunità energetiche.

Si promuoveranno anche campagne di risparmio energetico per famiglie e imprese. Il modello di riferimento è quello tedesco della "sobrietà energetica". Gli analisti economici concordano su un punto: l'Italia non è a rischio blackout.

Se la crisi dovesse peggiorare, la misura più semplice da reintrodurre sarebbe quella sui condizionatori. Si replicherebbe quanto accaduto nel maggio 2022. Per gli edifici pubblici, la legge fissò la temperatura media a un massimo di 19 gradi in inverno e un minimo di 27 gradi in estate, con due gradi di tolleranza.

Questa norma sarebbe affiancata dallo smart working. Anche in questo caso, si imporrebbe per la pubblica amministrazione e si incoraggerebbe nel settore privato. Le targhe alterne verrebbero considerate prima di un vero razionamento. Si parla soprattutto di misure volontarie di risparmio, non di blocchi generalizzati del traffico.

Preoccupazioni internazionali sulla crisi energetica

Il direttore esecutivo dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE), Fatih Birol, si dichiara "molto pessimista" sulla crisi energetica attuale. La definisce peggiore delle crisi del 1973, 1979 e 2022 messe insieme. Teme un "aprile nero" se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto entro la fine del mese.

In un'intervista al quotidiano francese Le Figaro, Birol ha spiegato che finché Hormuz rimarrà chiuso, l'economia globale affronterà difficoltà significative. Ha sottolineato che il mondo non ha mai sperimentato un'interruzione dell'approvvigionamento energetico di tale portata. Si tratta di un grave shock energetico che combina petrolio, gas e cibo.

Secondo Birol, i paesi in via di sviluppo saranno i più colpiti dall'aumento dei prezzi. Anche dall'accelerazione dell'inflazione. La guerra in Medio Oriente ha danneggiato 75 infrastrutture energetiche. Oltre un terzo di queste sono "gravemente o molto gravemente compromesse". Il loro ripristino richiederà "molto tempo".