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Il Movimento 5 Stelle ha presentato una nuova interrogazione parlamentare riguardo alla riclassificazione dei comuni montani. L'iniziativa mira a sospendere gli effetti di un decreto che esclude 29 comuni marchigiani, chiedendo criteri più equi che includano fattori socioeconomici.

Nuova interrogazione per i comuni montani

Il senatore Roberto Cataldi del Movimento Cinque Stelle ha depositato un'interrogazione urgente. L'atto riguarda la riclassificazione dei comuni montani. Questa procedura, prevista dalla legge n. 131 del 2025, esclude 29 comuni delle Marche. L'annuncio arriva dalla capogruppo M5s Marche, Marta Ruggeri. L'iniziativa segue una precedente interrogazione di maggio. Quest'ultima è rimasta senza risposte. La nuova interrogazione giunge alla vigilia di un importante incontro. Si tratta della Conferenza Unificata dell'11 giugno. L'ordine del giorno prevede un'informativa ministeriale. Il Ministro per gli affari regionali parlerà dell'attuazione della nuova classificazione.

Critiche alla riforma e richieste M5s

Il senatore Cataldi critica il sistema adottato. «È sempre lo stesso schema», afferma. Una riforma votata compattamente dal centrodestra. Le Marche, in particolare, vengono lasciate indietro. I dati del Servizio Studi della Camera sono chiari. Il numero dei comuni montani diminuisce a livello nazionale. Le Marche ne perdono 29. Il Piemonte ne guadagna 49. La Lombardia, regione del ministro proponente, ne acquisisce 17. Chi si indigna nelle Marche dovrebbe rivolgersi al proprio Governo. Vengono avanzate due richieste precise. Si chiede la sospensione degli effetti del decreto. Inoltre, si propone di affiancare ai parametri di altitudine e pendenza anche quelli socioeconomici e di accessibilità. Questi ultimi sono previsti dall'articolo 2 della stessa legge.

Impatto sociale del declassamento

La capogruppo Ruggeri sottolinea le conseguenze concrete. «Dietro la parola declassamento ci sono conseguenze immediate sulla vita delle persone», dichiara. Senza lo status di comune montano, vengono meno le deroghe. Queste deroghe sono vitali per le classi nelle piccole scuole. L'agricoltura subisce penalizzazioni. I fondi destinati alla montagna rischiano di interrompersi. Tutto ciò avviene dopo oltre 70 anni di riconoscimento. La Giunta Acquaroli aveva dato parere favorevole a questo elenco. Ora, di fronte ai sindaci che ricorrono al TAR, si assiste a un «imbarazzante dietrofront».

Appello alla responsabilità

I due esponenti M5s lanciano un appello. La Conferenza Unificata dell'11 giugno è un'occasione cruciale. Deve essere un «atto di responsabilità». L'obiettivo è fermare gli effetti del decreto. Si auspica una riscrittura dei criteri. Questo processo dovrebbe avvenire insieme ai territori. Le aree interne non cercano privilegi. Chiedono semplicemente di non essere cancellate. L'iniziativa mira a garantire un futuro equo per le comunità montane delle Marche e non solo.