Piero Comandini, presidente dei Consigli regionali, ha chiesto maggiore coinvolgimento delle assemblee territoriali nelle politiche europee. L'obiettivo è un'Europa più forte e attenta alle specificità locali.
Ruolo delle regioni nelle politiche UE
Un'Europa più forte e competitiva è l'obiettivo dichiarato. Piero Comandini, presidente del Consiglio regionale, ha espresso questa visione durante un'audizione alla Camera dei deputati. Ha sottolineato la necessità di un'Europa più coesa. Le assemblee legislative regionali devono avere un ruolo da protagoniste. Questo riguarda la formazione degli atti normativi europei.
Comandini è intervenuto in rappresentanza della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome. Ricopre il ruolo di coordinatore del Gruppo di lavoro Affari europei. La sua richiesta è chiara: maggiore partecipazione delle assemblee regionali.
Questo coinvolgimento è fondamentale per la formazione degli atti normativi. È cruciale anche per le politiche europee. Solo un'adesione tempestiva e strutturata dei Consigli regionali permetterà di raggiungere gli obiettivi europei per il 2026. Le politiche dovranno essere efficaci e sostenibili. Dovranno anche essere democraticamente fondate.
Priorità europee e competenze regionali
Il presidente ha evidenziato l'esigenza di rafforzare il coordinamento nazionale delle politiche UE. Sono necessarie procedure stabili e verificabili. Questo permetterà alle Assemblee di contribuire prima della definizione delle posizioni negoziali. Comandini ha richiamato le priorità europee per il 2026. Tra queste figurano competitività e autonomia strategica. Anche difesa, sicurezza, energia e digitale sono centrali. L'industria, il mercato unico e la transizione verde sono altri punti chiave. Il nuovo Quadro finanziario pluriennale è stato anch'esso menzionato.
Queste priorità incidono direttamente sulle competenze regionali. Hanno un impatto significativo anche sui sistemi produttivi locali. È quindi essenziale che le regioni siano coinvolte attivamente. La loro conoscenza del territorio è preziosa.
Fondi europei e semplificazione amministrativa
Per quanto riguarda la Politica agricola comune e la Politica di coesione, Comandini ha espresso una posizione netta. Questi fondi non devono subire ridimensionamenti. Non devono essere oggetto di definanziamenti. Sono cruciali per lo sviluppo delle regioni.
Comandini ha richiesto garanzie vincolanti per il negoziato sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Sono necessarie dotazioni certe. È fondamentale una governance multilivello. Le Regioni devono avere un ruolo gestionale concreto. Questo garantirà un utilizzo più efficace dei fondi.
Tra i temi affrontati durante l'audizione figurano anche l'automotive e l'Ets. Sono stati discussi strumenti di decarbonizzazione, energia e politiche migratorie. Anche sanità e sicurezza sono stati argomenti centrali. Comandini ha concluso con un appello alla semplificazione. Semplificare non significa accentrare le competenze. Significa eliminare duplicazioni inutili. Implica digitalizzare le procedure. Significa rafforzare la capacità amministrativa regionale e locale. Questo porterà a un'Europa più efficiente e vicina ai cittadini.