Allarme Coldiretti: l'Italia invasa da prodotti stranieri
Roma – Un flusso costante di prodotti alimentari stranieri sta mettendo a dura prova il settore agroalimentare italiano. La Coldiretti denuncia un'«invasione silenziosa» che, secondo l'organizzazione, soffoca il Made in Italy.
L'organizzazione agricola evidenzia come migliaia di tonnellate di merci entrino quotidianamente nel Paese, in particolare attraverso il valico del Brennero. La mancanza di un'etichettatura d'origine chiara a livello europeo e le attuali normative doganali favorirebbero inganni commerciali e rischi sanitari.
Cagliate e prosciutti: i simboli dell'invasione
Tra i prodotti più colpiti figurano le cagliate, semilavorati utilizzati per produrre mozzarelle e altri formaggi. Ogni anno, circa 150.000 tonnellate di cagliate entrano in Italia, il 90% delle quali transita dal Brennero.
Anche il settore dei prosciutti freschi è interessato. Circa 560.000 tonnellate di prosciutti freschi stranieri vengono importate. Questi prodotti possono essere utilizzati per realizzare prosciutti con denominazioni di origine protetta (IGP), i cui disciplinari non sempre impongono restrizioni sulla provenienza dei suini.
Grano, olio e pesce: un quadro preoccupante
L'allarme non si limita a questi prodotti. Dal Brennero arriva anche una quota significativa di latte liquido, circa 1,1 milioni di tonnellate, destinato a yogurt, formaggi e burro.
I porti italiani registrano l'arrivo di quasi 6 milioni di tonnellate di grano tenero straniero, impiegato per pane e biscotti. Altre 2,9 milioni di tonnellate di grano duro, inclusi carichi trattati con glifosato, finiscono nella produzione di pasta secca.
Il quadro si completa con l'importazione di 1,91 milioni di tonnellate di patate (fresche e congelate), 615.000 tonnellate di olio d'oliva e 256.000 tonnellate di pomodoro trasformato. Anche il settore ittico è coinvolto, con 67.000 tonnellate di calamari importati.
Le richieste della Coldiretti: etichetta d'origine e riforma doganale
La Coldiretti chiede a gran voce una legge europea che renda obbligatoria l'etichettatura d'origine per tutti i prodotti alimentari venduti nell'Unione. Questo permetterebbe di garantire trasparenza ai consumatori e di tutelare il lavoro degli agricoltori italiani.
Parallelamente, l'organizzazione sollecita una riforma del codice doganale. L'attuale sistema, basato sulla regola dell'«ultima trasformazione sostanziale», consentirebbe l'uso improprio di indicazioni geografiche e di origine.
Nonostante alcuni progressi ottenuti in passato, molti prodotti rimangono ancora anonimi in etichetta. Pane, biscotti, legumi in scatola, piatti pronti, menù dei ristoranti e numerosi alimenti composti non riportano l'indicazione della provenienza. Questa zona d'ombra favorisce, secondo la Coldiretti, inganni a danno dei cittadini consumatori.
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