Cronaca

Ceci lunari: coltivati con compost e funghi

17 marzo 2026, 08:00 3 min di lettura
Ceci lunari: coltivati con compost e funghi Immagine da Wikimedia Commons Roma
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Suolo lunare: un potenziale fertile

La coltivazione di piante sulla Luna, un tempo confinata alla fantascienza, sta diventando una realtà concreta. Un recente studio ha dimostrato che il suolo lunare, noto come regolite, può essere reso idoneo alla crescita vegetale con i giusti accorgimenti. La sperimentazione ha visto la raccolta dei primi ceci coltivati in un terreno che replica fedelmente la composizione del suolo del nostro satellite.

Sebbene la commestibilità dei legumi raccolti sia ancora da accertare, questo risultato segna un passo fondamentale verso la possibilità di produrre cibo fresco nelle future basi lunari. La ricerca è frutto della collaborazione tra l'Università del Texas ad Austin e la Texas A&M University.

Le sfide della regolite lunare

La regolite lunare presenta diverse criticità per la vita vegetale. La sua composizione chimica è ricca di metalli come alluminio e zinco, potenzialmente dannosi per le piante. Inoltre, la sua struttura limita il drenaggio dell'acqua e manca del microbioma essenziale che arricchisce i terreni terrestri, rendendoli fertili.

Per superare questi ostacoli, gli scienziati hanno utilizzato una miscela che imita la regolite, basata sui campioni riportati dalle missioni Apollo. Questo terreno simulato è stato sottoposto a trattamenti specifici per migliorarne le proprietà.

Compost e funghi: gli alleati della crescita

Due strategie principali sono state impiegate per rendere il suolo lunare più ospitale. La prima ha previsto l'aggiunta di compost prodotto da lombrichi rossi, ottenuto dalla decomposizione di materiale organico. Questo apporto ha arricchito il terreno di nutrienti essenziali.

La seconda strategia ha coinvolto l'inoculazione di funghi micorrizici arbuscolari. Questi organismi simbiotici migliorano l'assorbimento dei nutrienti da parte delle piante, riducono la concentrazione di metalli tossici e producono proteine che aiutano a stabilizzare il terreno, contrastando l'erosione.

Risultati promettenti e prospettive future

Gli esperimenti hanno rivelato che miscele contenenti fino al 75% di suolo lunare simulato hanno permesso la crescita di ceci pronti per la raccolta. Tuttavia, percentuali superiori hanno causato stress e morte precoce nelle piante, evidenziando un limite nella quantità di regolite utilizzabile.

È emerso chiaramente come la presenza dei funghi micorrizici sia cruciale per la salute delle piante lunari. Le piante inoculate sono sopravvissute più a lungo, dimostrando l'importanza di questi microrganismi. Inoltre, i funghi si sono dimostrati capaci di colonizzare e prosperare nel terreno lunare simulato, suggerendo che un'unica introduzione potrebbe essere sufficiente in un contesto di coltivazione reale.

Parallelamente, uno studio della Northumbria University ha esplorato la capacità di alcuni microrganismi di estrarre acqua dall'atmosfera per sopravvivere in suoli marziani simulati, un'ulteriore tessera nel mosaico dell'agricoltura extraterrestre.

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