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I magistrati di Milano si incontrano per esaminare gli esiti delle indagini internazionali sul caso di Nicole Minetti. Si valutano dubbi sulla veridicità degli atti presentati per ottenere la grazia, in particolare riguardo all'adozione di un bambino.

Verifiche internazionali sull'adozione

La Procura Generale di Milano attende i primi risultati dalle indagini condotte all'estero. Sono stati richiesti accertamenti specifici in Spagna e in Uruguay. L'obiettivo è chiarire i dubbi sorti sulla veridicità degli atti allegati alla richiesta di grazia. Si indaga se Nicole Minetti, ex collaboratrice di Silvio Berlusconi, abbia realmente interrotto i legami con il suo passato.

Minetti è stata condannata per sfruttamento della prostituzione nel caso Ruby e per la vicenda Rimborsopoli lombarda. Le nuove verifiche mirano a confermare la sua volontà di un riscatto sociale. Si punta a stabilire se la sua vita attuale sia effettivamente distante dalle vicende che l'hanno vista coinvolta.

Riunione interna alla Procura di Milano

La Procuratrice Generale, Francesca Nanni, e il sostituto procuratore generale, Gaetano Brusa, si riuniranno presto. L'incontro servirà a fare il punto della situazione sulle indagini in corso. Le verifiche sono state delegate all'Interpol, che sta lavorando per ottenere documenti cruciali.

Si richiede la copia originale dell'atto di adozione del bambino da parte di Nicole Minetti e del suo compagno, Giuseppe Cipriani. Si vuole comprendere l'intera procedura seguita. L'attenzione è rivolta a stabilire se i genitori biologici del minore, affetto da problemi di salute, abbiano realmente deciso di abbandonarlo presso l'ente di adozioni uruguaiano, l'Inau.

Si cerca inoltre di accertare se la madre biologica abbia fatto perdere le proprie tracce. Parallelamente, si indaga sulla morte dell'avvocatessa che fungeva da tutrice del minore. La donna è stata ritrovata carbonizzata nella sua abitazione insieme al marito, a seguito di un presunto incidente domestico.

Dubbi sulla vita attuale e precedenti penali

L'indagine supplementare, condotta tramite rogatorie internazionali, si concentra su diversi punti. Si vuole riverificare l'eventuale presenza di procedimenti penali a carico della 41enne. Attualmente, Nicole Minetti non risulta avere altri debiti con la giustizia, se non quelli per cui ha già ricevuto la clemenza. Non risultano iscrizioni come indagata per altri reati.

Si analizzano anche i suoi spostamenti. Questi includono la residenza in Uruguay, a Punta del Este, una villa a Ibiza, e spostamenti tra Milano, Roma e Boston. Questi ultimi legati alle cure del bambino. Un aspetto fondamentale è accertare che abbia davvero preso le distanze dalla vita precedente, dimostrando una seria volontà di riscatto sociale.

Qualora le nuove verifiche dovessero portare alla luce elementi sfavorevoli o dubbi sulla veridicità delle dichiarazioni presentate per la grazia, la Procura Generale potrebbe rivedere la propria posizione. Un parere negativo potrebbe quindi essere formulato. Tali verifiche sono state richieste anche dal Quirinale.

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