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Il monitoraggio Agenas evidenzia un grave ritardo nella realizzazione delle Case di Comunità previste dal PNRR. In Italia solo 66 strutture sono pienamente operative, mentre in Abruzzo se ne contano appena 2.

Ritardi nazionali nella realizzazione delle Case di Comunità

La costruzione delle Case di Comunità, finanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), sta procedendo a un ritmo molto lento. L'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) ha pubblicato un rapporto che fotografa la situazione al secondo semestre del 2025. I dati, ripresi dall'agenzia Adnkronos, mostrano un quadro preoccupante per il sistema sanitario nazionale.

A livello italiano, sono state previste complessivamente 1.723 Case di Comunità. Tuttavia, solo 66 di queste risultano essere pienamente operative. Questo significa che meno del 4% delle strutture programmate è effettivamente funzionante secondo i criteri stabiliti dal decreto ministeriale 77. Tale decreto definisce i requisiti minimi per l'attivazione, inclusa la presenza di personale medico e infermieristico.

Il monitoraggio di Agenas, aggiornato al 31 dicembre 2025, indica che le strutture con almeno un servizio attivo sono 781. Questo numero, sebbene superiore a quello delle strutture completamente operative, rappresenta comunque poco più del 45% del totale previsto. È importante sottolineare che questo conteggio include anche le Case di Comunità attivate in sedi provvisorie, suggerendo una soluzione temporanea per far fronte alle carenze.

Le Asl, le Regioni e le Province autonome hanno segnalato queste 781 strutture. La loro distribuzione sul territorio nazionale è estremamente disomogenea, con una concentrazione maggiore nelle regioni settentrionali. Questo divario territoriale solleva interrogativi sull'equità dell'accesso ai servizi sanitari sul territorio.

Disparità regionali nell'attivazione delle Case di Comunità

Le differenze tra le regioni italiane nell'attivazione delle Case di Comunità sono marcate. Le regioni del Nord Italia mostrano percentuali di realizzazione più elevate rispetto a quelle del Centro e del Sud. Ad esempio, la Lombardia guida la classifica con 150 Case di Comunità che offrono almeno un servizio attivo. Segue da vicino l'Emilia-Romagna con 143 strutture.

Altre regioni settentrionali con un numero significativo di strutture attive includono il Veneto (64) e la Toscana (79). Anche il Lazio, pur trovandosi nel Centro Italia, registra un buon numero di strutture attive, ben 96. Questi dati suggeriscono una maggiore capacità organizzativa e di investimento in queste aree.

Tuttavia, il quadro presenta anche delle criticità in alcune province autonome. Ad esempio, Bolzano risulta avere zero strutture con almeno un servizio attivo, una situazione che contrasta con la media nazionale. Allo stesso modo, la Basilicata, nel Sud Italia, non registra alcuna Casa di Comunità con servizi attivi, evidenziando un ritardo significativo.

Le regioni che contano solo due Case di Comunità con almeno un servizio attivo sono Abruzzo, Calabria e Molise. La Valle d’Aosta ne ha quattro, mentre la Provincia Autonoma di Trento e il Molise ne hanno cinque. Questi numeri ridotti evidenziano le difficoltà che alcune regioni stanno incontrando nell'implementazione di questo importante progetto sanitario.

Situazione degli Ospedali di Comunità e prospettive future

Il rapporto Agenas non si limita alle Case di Comunità, ma analizza anche la situazione degli Ospedali di Comunità. Questi presidi sanitari, pensati per pazienti che necessitano di cure intermedie e post-acuzie, mostrano anch'essi un ritardo nella realizzazione. A fronte di 594 Ospedali di Comunità programmati, solo 163 risultano attivi al momento della rilevazione.

Questi 163 ospedali dispongono di un totale di 2.921 posti letto attivi su tutto il territorio nazionale. Anche in questo caso, il conteggio include strutture con servizi attivi in sede provvisoria, indicando che il numero di ospedali pienamente operativi potrebbe essere inferiore. La carenza di posti letto in strutture intermedie rappresenta una criticità per la gestione dei flussi ospedalieri e per la continuità assistenziale.

La lentezza nell'implementazione delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità solleva preoccupazioni riguardo al raggiungimento degli obiettivi del PNRR. Questi progetti sono fondamentali per rafforzare l'assistenza territoriale, alleggerire la pressione sugli ospedali e garantire una maggiore prossimità dei servizi ai cittadini. La loro mancata realizzazione nei tempi previsti rischia di compromettere la riorganizzazione del sistema sanitario nazionale.

Le ragioni di questi ritardi sono molteplici e complesse. Tra queste, si annoverano le difficoltà burocratiche, la carenza di personale qualificato, i problemi legati all'acquisizione delle sedi e la complessità nella gestione dei cantieri. È necessario un intervento deciso da parte delle istituzioni per superare questi ostacoli e accelerare il processo di realizzazione.

Il monitoraggio Agenas, pur fornendo un quadro dettagliato, sottolinea l'urgenza di azioni concrete. Le regioni con maggiori difficoltà necessitano di un supporto mirato per colmare il divario con le aree più virtuose. La sanità territoriale è un pilastro fondamentale per un sistema sanitario efficiente e accessibile, e le Case di Comunità rappresentano uno strumento chiave in questa direzione.

La situazione in Abruzzo, con solo 2 Case di Comunità attive, richiede un'analisi approfondita delle criticità specifiche del territorio. È fondamentale comprendere quali siano gli ostacoli che impediscono una più rapida implementazione di questi servizi essenziali per la salute dei cittadini abruzzesi. La collaborazione tra enti locali, regionali e nazionali sarà cruciale per invertire la tendenza e garantire il pieno funzionamento di tutte le strutture previste.

Il PNRR rappresenta un'opportunità storica per modernizzare il sistema sanitario italiano. Il successo di progetti come le Case di Comunità dipenderà dalla capacità di superare le sfide attuali e di garantire che i fondi vengano utilizzati in modo efficace e tempestivo. La salute dei cittadini non può attendere, e la realizzazione di queste strutture deve diventare una priorità assoluta.