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La casa di Giacomo Balla a Roma si arricchisce con il ritorno di arredi storici. Lo studiolo rosso e la stanza gialla e verde riacquistano la loro identità originale, in vista della riapertura al pubblico.

Lo studiolo rosso futurista riacquista la sua essenza

Il cuore pulsante di Casa Balla, il piccolo studiolo definito 'rosso futurista', sta per recuperare la sua identità originaria. Questo spazio, concepito come il pensatoio dell'artista, vede pareti e soffitti interamente ricoperti da dipinti e decorazioni.

Sono rientrati nell'abitazione di Giacomo Balla, situata in via Oslavia a Roma, diversi arredi precedentemente conservati dagli eredi. Tra questi, elementi fondamentali dello studiolo, un locale di ridotte dimensioni affacciato sulle scale interne.

Lo studiolo era un ambiente ricco di oggetti, quadri, panchette e libri. Su una delle sue pareti è ancora visibile un vecchio numero di telefono dei pompieri, inciso dalla figlia Elica. La caserma dei vigili del fuoco si trova ancora oggi a pochi passi dall'abitazione.

Arte e vita si fondono nella casa-opera d'arte

Questi arredi testimoniano la perfetta fusione tra arte e vita nella visione futurista di Balla. L'artista concepiva lo spazio domestico come parte integrante della sua ricerca artistica. La sua casa è un'opera d'arte totale.

Balla progettò, dipinse e costruì quasi tutto con le proprie mani. Questo include scaffali, armadi, tavoli, sedie, sgabelli e oggetti decorativi. Anche le pareti, i paraventi, le cornici e persino gli abiti portano la sua impronta.

L'opera d'arte totale futurista è in attesa di essere nuovamente fruibile dal pubblico. Il riallestimento mira a ricreare l'atmosfera originale pensata dall'artista.

Rientrano arredi dalla stanza gialla e verde

Oltre agli arredi dello studiolo, caratterizzato da un acceso rosso futurista, e a tre opere su carta, sono tornati in via Oslavia anche undici elementi della 'Stanza gialla e verde'. Questi arredi adornavano in precedenza la sala da pranzo nell'abitazione ai Parioli.

Successivamente, nella casa del quartiere Della Vittoria, questi elementi divennero parte della camera da letto della figlia Elica Balla. Questo nucleo di arredi documenta anche la storia della casa dopo la scomparsa dell'artista nel 1958.

Giacomo Balla morì all'età di 87 anni. Il mobilio dello studiolo rosso proviene dai tre fratelli Balla, eredi dello zio di Giacomo. I mobili della stanza giallo-verde arrivano invece dal nipote dell'avvocato Roberto Donati, erede di Elica Balla.

Tra questi arredi figurano il letto e la credenza. Questi oggetti troveranno posto nella stanza che attualmente ospita una piattaforma soppalcata, anch'essa dipinta, realizzata da Elica negli anni '60. Stipi, mobili e gli arredi originali rimasti serviranno a custodire l'immenso materiale archivistico della casa.

L'archivio comprende disegni di Balla e delle sue figlie, corrispondenza e fotografie. Vi sono inoltre libri, oggettistica, complementi d'arredo e suppellettili. Piatti, bicchieri e tovaglie, decorati e ricamati a mano dalle figlie di Balla in stile futurista, completano il patrimonio.

Non vanno dimenticati i celebri vestiti disegnati dall'artista, gli abiti futuristi 'antineutrali'. Questi erano concepiti in opposizione alla sobrietà e ai colori spenti della moda tradizionale.

Catalogazione e risistemazione in vista della riapertura

Una notevole quantità di oggetti era stata accantonata dagli eredi di Balla in una stanza adiacente alla cucina. Questa stanza era rimasta chiusa e inaccessibile per anni, mentre la casa era già aperta alle visite.

Ora, in vista della riapertura al pubblico, questi oggetti sono in fase di catalogazione e risistemazione. L'obiettivo è che rimangano permanentemente all'interno dell'appartamento. Il tempo sembra essersi fermato al ventennio del secolo scorso, e poco oltre, tra le mura di questa casa futurista.

Essa rappresenta un'opera d'arte 'totale', come desiderato dal suo geniale inquilino. La casa di Giacomo Balla si prepara a svelare nuovamente al pubblico la sua unicità.