Cultura

Capitale Cultura 2028: verdetto il 18 marzo a Roma

15 marzo 2026, 15:32 2 min di lettura
Capitale Cultura 2028: verdetto il 18 marzo a Roma Immagine generata con AI Roma
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La città che si aggiudicherà il prestigioso titolo di Capitale italiana della Cultura per il 2028 sarà svelata il prossimo 18 marzo. La cerimonia di proclamazione si terrà alle ore 11 presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura, situato a Roma.

L'attesa è alta per la candidatura congiunta di Forlì e Cesena, che rappresenta un'importante sfida per l'intero territorio romagnolo. Il titolo non è visto solo come un riconoscimento, ma come un'opportunità strategica per definire una visione futura per l'area.

Sindaci uniti per la candidatura

I sindaci delle città finaliste hanno ricevuto la convocazione ufficiale per la cerimonia. A rappresentare la candidatura romagnola saranno il primo cittadino di Forlì, Gian Luca Zattini, e quello di Cesena, Enzo Lattuca. Entrambi parteciperanno all'evento indossando la fascia tricolore.

Zattini ha sottolineato l'unità d'intenti: «Ce la giochiamo tutti insieme fino alla fine». La sua telefonata immediata al collega Lattuca, subito dopo aver ricevuto la notizia, testimonia la stretta collaborazione. I due sindaci viaggeranno insieme verso la capitale, a simboleggiare un progetto culturale unitario e condiviso che abbraccia l'intera Romagna.

Un progetto culturale per il futuro

Il sindaco di Forlì ha evidenziato il valore del dossier presentato: «Comunque vada abbiamo tra le mani un dossier di grande valore, un vero e proprio piano strategico culturale e sostenibile che traccia la rotta e gli obiettivi dei prossimi trent’anni». La candidatura, denominata «I Sentieri della Bellezza», ha segnato un punto di svolta, promuovendo un nuovo modo di concepire lo sviluppo territoriale.

Negli ultimi dodici mesi, il progetto ha lavorato per annullare le distanze, presentando la Romagna come una destinazione unica. L'iniziativa ha saputo ricreare un legame tra la costa e l'entroterra, unendo centri urbani maggiori e piccoli borghi. Questo, secondo Zattini, rappresenta il lascito più prezioso dell'esperienza, un valore aggiunto che la comunità ha già contribuito a creare.

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