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La relazione della Figc sui problemi del calcio italiano, successiva a tre eliminazioni mondiali, solleva interrogativi. L'ex CT Carolina Morace evidenzia criticità strutturali, il rischio di eludere questioni etiche come le scommesse e un gioco meno dinamico rispetto ai campionati europei.

Critiche alla relazione Figc sul calcio

La Figc ha recentemente presentato un rapporto sullo stato del calcio italiano. Questo documento è emerso poco dopo la terza delusione consecutiva ai Mondiali. La relazione sta generando un acceso dibattito. Da un lato, il presidente Gabriele Gravina ha esposto le problematiche del sistema calcistico nazionale. Dall'altro, ci si interroga su quale sia il punto di partenza per le riforme.

Soltanto l'anno precedente, Gravina era stato rieletto con una percentuale schiacciante. Oltre il 98% dei voti indicava un consenso quasi totale tra le varie componenti del calcio.

Morace: criticità strutturali e scommesse

Carolina Morace, ex calciatrice della nazionale italiana e allenatrice di successo, ha espresso il suo punto di vista. «I problemi del sistema non sono nati in queste settimane», ha affermato. «Sono criticità strutturali, note da tempo e condivise da tutti».

Morace solleva dubbi sulla compattezza del sistema. «Viene quindi spontaneo chiedersi se quella compattezza, una volta distribuite le rispettive responsabilità e posizioni, non sia rimasta ai margini». La sua analisi suggerisce che il sistema rimanga bloccato nei suoi equilibri interni.

La riflessione dell'ex CT tocca anche temi sensibili. «Ancora una volta si rischia di eludere le vere emergenze etiche del calcio», scrive Morace. Un punto cruciale riguarda il rapporto con il mondo delle scommesse. Questo aspetto è indicato nella stessa relazione come potenziale fonte di finanziamento.

«Non basta parlare di sostenibilità e riforme», sottolinea Morace. «Se poi si continua a tollerare un modello che espone atleti, giovani e tifosi a rischi evidenti». La sua critica è netta contro un sistema che non affronta adeguatamente questi pericoli.

Dati tecnici: un gioco meno dinamico

Morace analizza anche alcuni dati tecnici emersi dalla relazione. «Il nostro campionato risulta ultimo tra i cinque principali tornei europei», evidenzia. I parametri considerati sono il numero di dribbling, la velocità di circolazione del pallone e l'intensità della pressione sull'avversario.

Questi indicatori dipingono un quadro preoccupante. «Raccontano un calcio meno dinamico, meno coraggioso e meno competitivo», afferma Morace. Questi dati dovrebbero stimolare una riflessione profonda. Non solo sull'organizzazione del sistema, ma anche sul modello tecnico adottato.

La qualità dello spettacolo offerto è un altro aspetto messo in discussione. Morace suggerisce che il gioco attuale non sia all'altezza delle aspettative.

Un calcio sano, educativo e moderno

La conclusione di Morace è un appello a un cambiamento radicale. «Il calcio deve tornare a essere uno spazio sano, educativo e trasparente», auspica. Allo stesso tempo, deve diventare più moderno e competitivo sul piano tecnico.

L'ex allenatrice è chiara: «Senza scelte coraggiose e una reale volontà di rifondare il sistema dalla base». Ogni proposta, altrimenti, rischia di essere solo un'operazione di facciata. La sua visione punta a una ricostruzione profonda delle fondamenta del calcio italiano.