A Calatafimi la festa del SS. Crocifisso, dopo 14 anni, genera polemiche per il primo premio di una lotteria: un vitello vivo. Associazioni animaliste protestano, chiedendo l'annullamento dell'iniziativa.
Critiche alla lotteria con animali
La ripresa della festa del SS. Crocifisso a Calatafimi, attesa da 14 anni, è segnata da una forte controversia. Il motivo è la scelta del primo premio per la lotteria organizzata dal Ceto dei Massari. Il vincitore, infatti, si aggiudicherà un vitello vivo del peso di tre quintali. Questa decisione ha suscitato immediate e accese reazioni.
Due importanti associazioni animaliste, la Lndc Animal Protection e l'Oipa, hanno manifestato il loro dissenso. Hanno già inviato comunicazioni ufficiali al comune. Hanno inoltre richiesto l'intervento delle autorità competenti. L'obiettivo è ottenere l'annullamento o la modifica di questa iniziativa. La loro azione mira a prevenire l'assegnazione di un animale vivo come premio.
Oipa: "Inaccettabile mercificazione di esseri viventi"
L'Organizzazione Internazionale Protezione Animali (Oipa) condanna con forza l'idea di mettere in palio un vitello. L'associazione definisce tale scelta «eticamente inaccettabile». La giudica in netto contrasto con la sensibilità attuale verso il rispetto degli animali. Essi sono riconosciuti come esseri senzienti, non come oggetti. Non dovrebbero essere usati come premi in una lotteria.
La nota dell'Oipa sottolinea come questa iniziativa «normalizzi lo sfruttamento e la mercificazione di esseri viventi». Questo va contro il messaggio che un evento pubblico, specialmente religioso, dovrebbe promuovere. L'associazione ritiene che si debbano promuovere valori di rispetto e tutela.
Appello per un messaggio etico
Massimo Comparotto, presidente di Oipa Italia, esprime forte disappunto. «È inaccettabile che nel 2026 si organizzino ancora eventi di questo tipo», dichiara. Sottolinea come tali iniziative veicolino un messaggio diseducativo. È un messaggio irrispettoso verso la sensibilità attuale. Riconosce il valore di ogni forma di vita.
Comparotto riconosce che il ricavato della lotteria è destinato a omaggiare il SS. Crocifisso. Tuttavia, ritiene che si possa raggiungere lo stesso nobile scopo senza utilizzare o causare la sofferenza di una creatura innocente. L'Oipa crede in alternative che rispettino la vita animale.
Diffida legale e risposte degli organizzatori
L'associazione Oipa ha formalmente inviato una diffida al comune di Calatafimi. L'ufficio legale ha inoltrato la richiesta alle autorità competenti. Si chiede un intervento urgente per annullare o modificare l'iniziativa. L'obiettivo è eliminare qualsiasi premio che preveda l'assegnazione di esseri viventi. La richiesta è chiara: nessun animale vivo come premio.
Dal canto suo, il Ceto Massari ha replicato. Ha confermato di essere in possesso di tutte le autorizzazioni sanitarie necessarie. Ha dichiarato di aver adempiuto a tutti gli obblighi per la lotteria. L'organizzazione si dichiara in regola con le normative vigenti.
Domande frequenti
Perché gli animalisti protestano per il vitello alla festa?
Gli animalisti protestano perché considerano l'assegnazione di un vitello vivo come premio una forma di mercificazione e sfruttamento di un essere senziente. Ritengono che ciò sia eticamente inaccettabile e diseducativo, in contrasto con i valori di rispetto per la vita animale.
Cosa chiedono le associazioni animaliste al comune di Calatafimi?
Le associazioni animaliste chiedono al comune di Calatafimi di annullare o modificare l'iniziativa, eliminando il vitello come premio. Sollecitano un intervento urgente delle autorità competenti per garantire il rispetto degli animali.