La festa del SS. Crocifisso a Calatafimi genera polemiche per la scelta di mettere in palio un vitello vivo come primo premio. Le associazioni animaliste denunciano l'iniziativa, definendola inaccettabile e chiedendo l'intervento delle autorità.
Protesta animalista contro premio inusuale
A Calatafimi è scoppiata una forte polemica. La festa del SS. Crocifisso, che riprende dopo 14 anni, ha un premio per la lotteria che sta suscitando reazioni. Il primo premio è un vitello vivo. Pesa circa tre quintali.
La decisione è stata presa dal Ceto dei Massari. La lotteria si terrà il 3 maggio. Sarà il giorno di chiusura della festa religiosa. La notizia ha subito scatenato proteste. Due importanti associazioni animaliste sono intervenute. Si tratta della Lndc Animal Protection e dell'Oipa.
Entrambe le organizzazioni hanno inviato comunicazioni al comune. Hanno richiesto l'intervento delle autorità competenti. L'obiettivo è annullare o modificare questa iniziativa. La preoccupazione è alta tra i difensori degli animali.
Oipa: "Inaccettabile mercificazione di esseri viventi"
L'Oipa ha condannato fermamente la scelta. La definisce eticamente inaccettabile. La considera in contrasto con la sensibilità attuale. Il rispetto per gli animali è ormai riconosciuto. Sono visti come esseri senzienti. Non più come semplici oggetti.
L'assegnazione di un animale vivo come premio di una lotteria è criticata. L'iniziativa normalizza lo sfruttamento. Promuove la mercificazione di esseri viventi. Questo va contro il messaggio di un evento pubblico. Soprattutto se ha carattere religioso.
La nota dell'associazione sottolinea questo punto. Un evento religioso dovrebbe promuovere valori positivi. Non la trattazione degli animali come merce. La critica è rivolta alla sostanza dell'iniziativa.
Presidente Oipa: "Messaggio diseducativo"
Massimo Comparotto, presidente di Oipa Italia, ha espresso forte disappunto. Ha definito inaccettabile l'organizzazione di tali eventi nel 2026. Questi eventi veicolano un messaggio diseducativo. Mancano di rispetto verso la sensibilità attuale. Ignorano il valore di ogni forma di vita.
Gli organizzatori affermano che il ricavato va in omaggio al SS. Crocifisso. Comparotto riconosce il nobile fine. Tuttavia, ritiene che si possa raggiungere senza usare una creatura innocente. La vita di un animale non dovrebbe essere sacrificata. Nemmeno per scopi religiosi.
L'associazione ha agito legalmente. Ha inviato una diffida formale. È stata indirizzata al comune di Calatafimi. Anche alle autorità competenti. Si chiede un intervento urgente. L'obiettivo è annullare o modificare il premio. Nessun essere vivente deve essere assegnato.
Ceto Massari: "Tutte le autorizzazioni in regola"
Il Ceto Massari ha replicato alle critiche. Ha ribadito di essere in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie. Queste includono quelle sanitarie. Sono state ottenute per la lotteria in questione. L'organizzazione si dichiara in regola con le normative vigenti.
La posizione del Ceto Massari è chiara. Hanno seguito le procedure previste. Non vedono irregolarità nelle loro azioni. La questione rimane aperta. Le associazioni animaliste attendono risposte concrete. La comunità locale è divisa.
La festa del SS. Crocifisso è un evento importante. La tradizione si scontra con nuove sensibilità. La discussione sul premio del vitello continua. Si cerca un compromesso. O una soluzione che accontenti tutti. La tutela degli animali è al centro del dibattito.