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La Regione Calabria introduce una riforma legislativa per contrastare il randagismo in modo organico e duraturo. L'obiettivo è superare la gestione emergenziale con un modello basato su responsabilità condivise e interventi mirati.

Nuova strategia regionale contro il randagismo

La Regione Calabria sta per introdurre una nuova legge. L'intento è quello di superare gli interventi sporadici. Si mira a creare una strategia organica e duratura. Questo nuovo approccio affronterà il fenomeno del randagismo. La riforma punta a un modello più efficace e moderno. L'obiettivo è tutelare gli animali. Si vuole garantire anche la salute pubblica e la sicurezza. L'assessora regionale al Benessere animale, Pasqualina Straface, ha delineato i contenuti. L'incontro si è svolto alla Cittadella regionale. Vi hanno partecipato associazioni del settore.

Superare le criticità con un nuovo impianto normativo

Secondo l'assessora Straface, il nuovo impianto normativo è necessario. Nasce dall'esigenza di superare criticità ormai evidenti. «Non si tratta di un semplice aggiornamento legislativo», ha spiegato. È un intervento necessario per colmare lacune. Si vuole costruire un sistema realmente funzionante. Questa visione si inserisce nella scelta politica della Regione. La Regione ha attribuito una delega specifica al benessere animale. Questo è un segnale di attenzione verso temi di civiltà. Si vuole promuovere il rispetto della vita.

Responsabilità condivise per una gestione efficace

Il cuore della riforma è il superamento dell'approccio emergenziale. Questo approccio ha caratterizzato finora la gestione del randagismo. Spesso le iniziative erano isolate e prive di coordinamento. Il nuovo modello punta invece su una rete di responsabilità condivise. Vengono coinvolti enti locali e aziende sanitarie. Anche il mondo della scuola, le associazioni e i cittadini partecipano. L'obiettivo è creare un sistema più integrato. La collaborazione tra diverse realtà è fondamentale. Questo permetterà di affrontare il problema in modo più capillare.

Misure concrete per la tutela degli animali

Tra le misure previste figurano diversi interventi. Ci sarà il rafforzamento dell'anagrafe canina. Sarà introdotto l'obbligo di identificazione degli animali. Verranno promosse campagne permanenti di sterilizzazione. Si punterà anche al controllo delle nascite. Particolare attenzione sarà riservata alle strutture di accoglienza. Queste dovranno garantire standard più elevati. Le permanenze saranno limitate. Si favorirà l'interazione con le persone. L'obiettivo è incentivare le adozioni. La legge mira a dare una nuova prospettiva agli animali.

Nuovi standard per i canili

Si prevede un cambio di passo deciso anche sul fronte dei canili. La nuova legge stabilisce un tetto massimo di 300 cani per struttura. Verrà promosso il modello dei cosiddetti canili di vetro. Questi luoghi saranno trasparenti e aperti alla collaborazione con le associazioni. «Basta grandi contenitori», ha concluso Straface. I canili devono essere spazi di transizione. Non devono essere luoghi di permanenza indefinita. L'obiettivo è garantire dignità agli animali. Si vuole offrire loro una famiglia.

All’incontro hanno preso parte anche rappresentanti istituzionali e tecnici della Regione. Questo conferma un percorso condiviso e partecipato. L'obiettivo finale resta chiaro: ridurre il fenomeno del randagismo. Si vuole garantire a cani e gatti una prospettiva diversa. Questa prospettiva sarà fatta di cura, dignità e, soprattutto, una famiglia.

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