Condividi

In Calabria, fondazioni antiusura e il coordinamento 'Mettiamoci in gioco' uniscono le forze contro il gioco d'azzardo patologico. La regione ha registrato oltre sei miliardi di euro giocati nel 2025, un dato allarmante che richiede interventi urgenti.

Allarme gioco d'azzardo in Calabria

La Calabria ha superato la cifra di sei miliardi di euro giocati nel solo 2025. Questi dati rappresentano un incremento significativo e destano profonda preoccupazione. Le cifre, considerate allarmanti e in costante aumento, sono state al centro di una conferenza stampa. Durante l'incontro è stata ufficializzata una nuova alleanza strategica. Questa unione vede protagoniste le Fondazioni antiusura e il Coordinamento 'Mettiamoci in gioco' Calabria. Entrambe le realtà si impegnano attivamente nella lotta contro il gioco d'azzardo patologico.

Don Giacomo Panizza, presidente della Comunità progetto Sud, ha sottolineato la gravità della situazione. Ha definito il fenomeno del sovraindebitamento, spesso legato al gioco, un pericolo in crescita. Ha paragonato l'azzardo a una droga, capace di catturare e trattenere le persone. «L'azzardo, come tante droghe, dopo i primi passi per entrare ti cattura. Ti trattiene», ha affermato.

«Io non sono più io, tu non sei più tu», ha aggiunto, evidenziando la perdita di sé che la dipendenza comporta. Le alleanze, secondo Panizza, sono fondamentali per potenziare gli sforzi. Permettono di fare di più e meglio. La Calabria necessita di questi servizi di supporto. Non solo per i singoli in difficoltà, ma anche per promuovere una cultura diffusa di autonomia e solidarietà. Ha inoltre lanciato un appello allo Stato. Ha chiesto di interrompere la pratica di trarre profitto dal gioco d'azzardo. Questo settore, ha spiegato, imbroglia e cattura sia i ricchi che i poveri. Lo Stato dovrebbe invece dedicare maggiore attenzione alle persone, piuttosto che agli introiti derivanti dal gioco patologico. Questi ultimi, infatti, attirano l'interesse di mafiosi e altri criminali.

Richieste concrete per il contrasto al gioco d'azzardo

Le parole di don Giacomo Panizza hanno trovato eco nelle dichiarazioni di Roberto Gatto, coordinatore di Mettiamoci in gioco Calabria. Gatto ha evidenziato la scarsa attenzione dei Comuni verso il problema. «I Comuni dovrebbero vigilare e usare i fondi per contrastare il fenomeno, ma la realtà è desolante», ha dichiarato. Ha citato il presidente della commissione antimafia, Molinaro, il quale ha segnalato che solo un Comune calabrese ha risposto alle sollecitazioni della commissione. Si richiede l'istituzionalizzazione della 'Giornata contro i rischi del gioco d'azzardo'. Questa giornata dovrebbe avere cadenza annuale. Dovrebbe unire istituzioni, associazioni, sindacati e il sistema sanitario. Inoltre, si chiede che nel neonato osservatorio regionale sulle dipendenze vengano coinvolte attivamente le organizzazioni che operano nel contrasto al gioco d'azzardo. L'obiettivo è pianificare strategie concrete contro il Gap (Gioco d'azzardo patologico). Le sperimentazioni nelle Asp calabresi si basano su un Fondo nazionale che rischia di essere ridimensionato. È necessario un investimento strutturale da parte della Regione, come previsto dai Lea e già attuato da altre regioni.

Prevenzione e sostegno alle famiglie

Roberto Enrico Barletta, presidente della Fondazione antiusura San Matteo Apostolo di Cassano allo Jonio, ha posto l'accento sul ruolo della Chiesa e dei media ecclesiastici. Questi ultimi, ha notato, non promuovono il gioco d'azzardo. La dipendenza dal gioco è difficile da sconfiggere. La strategia più efficace è la prevenzione, a partire dalle scuole. Chi gioca, ha spiegato, non lo fa solo per vincere. Lo fa per il meccanismo che crea dipendenza, stimolando la dopamina. Oggi il gioco è facilmente accessibile online. «Chi controlla l'età?», ha domandato Barletta. Ha poi collegato il fenomeno al sovraindebitamento delle famiglie, che spesso finiscono sotto usura. Il vizio del gioco è una causa frequente di queste difficoltà economiche.

Durante la conferenza stampa sono intervenute anche alcune persone che hanno sofferto la dipendenza dal gioco. Hanno condiviso le loro esperienze e il percorso intrapreso per uscire da questa pericolosa dipendenza. Hanno descritto come questa condizione porti a «toccare il fondo». Si perde la fiducia dei familiari, il lavoro e la propria autonomia. La dipendenza persiste anche con la consapevolezza delle perdite. Spesso, chi gioca non dispone di grandi risorse economiche. Spera invece di guadagnare e arricchirsi rapidamente.