Condividi

La Calabria affronta un preoccupante aumento dei decessi sul lavoro. Dati allarmanti evidenziano carenze nella prevenzione e controlli insufficienti, spingendo il sindacato a chiedere interventi urgenti.

Allarme incidenza morti sul lavoro in Calabria

Nel corso del 2024, la Calabria ha contato 26 vittime sul lavoro. A queste si aggiungono oltre 8.800 denunce totali di infortuni. Un lieve calo rispetto all'anno precedente non attenua la gravità della situazione. Anche il 2025 conferma un trend preoccupante. La regione si posiziona tra quelle con la più alta frequenza di incidenti mortali a livello nazionale. La Fillea Cgil Calabria ha sollevato il problema in occasione della Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro. L'organizzazione sindacale definisce la situazione una vera emergenza sociale. Questa colpisce l'intero Paese, ma in modo drammatico la regione.

Cause e conseguenze della mancata sicurezza

Dietro le fredde statistiche si nascondono vite interrotte. Si contano famiglie distrutte e comunità profondamente segnate. Questi eventi non sono fatalità inevitabili. Sono piuttosto il risultato diretto di una prevenzione inadeguata. Mancano controlli sufficienti e l'organizzazione del lavoro spesso sacrifica la vita umana. Il profitto viene anteposto alla sicurezza dei lavoratori. Molti cantieri presentano ancora condizioni inaccettabili. I lavoratori affrontano turni estenuanti, spesso superando le dieci ore giornaliere. Tali condizioni aumentano drasticamente il rischio di incidenti. Questa deriva calpesta la dignità del lavoro e non è tollerabile.

Proposte per migliorare la sicurezza nei cantieri

Il settore delle costruzioni rimane tra i più a rischio. La Fillea Cgil Calabria propone diverse misure. Si chiede l'istituzione di una Procura nazionale speciale. Questa si occuperebbe esclusivamente dei reati legati agli infortuni e ai decessi sul lavoro. L'obiettivo è garantire indagini uniformi, rapide e certe. Si propone inoltre il sostegno legale gratuito per le famiglie delle vittime. Questo per assicurare che la ricerca di giustizia sia accessibile a tutti. Viene sollecitata una riforma del Codice penale. Si punta a rafforzare la normativa con l'introduzione del reato specifico di omicidio colposo sul lavoro. È necessario potenziare gli organi ispettivi. Servono più personale e risorse per l'Ispettorato nazionale del lavoro, lo Spisal e le Asp. Attualmente sono sottodimensionati. Bisogna contrastare la formazione fittizia. La formazione sulla sicurezza deve essere reale, qualificata e verificabile, non un semplice attestato.

La sicurezza come priorità quotidiana

Nel comparto edile, il sistema bilaterale e le scuole edili rappresentano garanzie fondamentali di sicurezza. Sono presidi essenziali per qualità, legalità e prevenzione. La sicurezza sul lavoro non può essere un'emergenza da affrontare solo dopo una tragedia. Deve diventare un imperativo quotidiano. Questo vale per le istituzioni, le imprese e l'intero sistema produttivo. La giornata del 28 aprile non è solo un momento di ricordo. È un'occasione per mobilitarsi concretamente. Morire di lavoro non è, e non sarà mai, accettabile in una società civile. La Fillea Cgil Calabria ribadisce la necessità di un impegno costante.