Un accordo triennale tra Agenzia e Regione Calabria mira a potenziare la valorizzazione dei beni confiscati. L'intesa punta a rigenerazione urbana, legalità e riuso degli immobili.
Rinnovato patto per valorizzare beni confiscati
È stato esteso per altri tre anni l'accordo istituzionale tra l'Agenzia nazionale per i beni confiscati (Anbsc) e la Regione Calabria. L'intesa mira a migliorare la gestione dei beni sottratti alla criminalità. L'obiettivo è trovare nuove modalità per il loro riutilizzo. Si punta anche alla rigenerazione urbana del territorio calabrese. L'accordo prevede la possibile installazione di presidi delle forze dell'ordine. La sottoscrizione è avvenuta alla presenza della sottosegretaria all'Interno, Wanda Ferro. Hanno firmato il direttore dell'Anbsc, prefetta Maria Rosaria Laganà. Presente anche l'assessore regionale alla Legalità, Antonio Montuoro.
Accordo istituzionale per la legalità e il territorio
La sottosegretaria Wanda Ferro ha sottolineato la rilevanza del rinnovo. «Consolida e rilancia un modello di collaborazione istituzionale», ha affermato. Questo modello ha già prodotto risultati concreti. È il riconoscimento di un lavoro sinergico con la Regione. Il presidente Roberto Occhiuto aveva già dato priorità a una delega specifica sui beni confiscati. L'assessore Montuoro sta dimostrando un forte impegno in questo settore. I numeri evidenziano l'importanza di questa azione. In Calabria sono stati destinati 3.869 immobili. Di questi, 3.164 sono già passati agli enti locali. Molti sono stati restituiti alla comunità. Sono diventati luoghi di riscatto e solidarietà. Offrono inclusione e contrastano dipendenze e marginalità. Le aziende confiscate destinate sono 289. Altre 439 sono ancora in gestione per iter giudiziario. Di queste, 256 sono definitivamente confiscate.
Priorità alla restituzione dei beni ai cittadini
Garantire continuità e stabilità a questa azione coordinata è una priorità assoluta. Lo ha dichiarato Wanda Ferro. L'impegno è in linea con quello del governo Meloni e del Ministero dell'Interno. La restituzione di questi beni ai cittadini è fondamentale. Rafforza la credibilità dello Stato. Aumenta la fiducia nelle istituzioni. L'obiettivo è accompagnare le realtà imprenditoriali. Devono superare lo «shock di legalità». Aiutarle a restare sul mercato è cruciale. Devono contribuire allo sviluppo sano dell'economia. Devono sostenere il tessuto sociale. Con questo rinnovo si vuole fare un ulteriore salto di qualità. Si intende rafforzare il coordinamento tra le istituzioni. Si vogliono accelerare i processi di destinazione e riutilizzo. Si sosterranno progetti di rigenerazione urbana. Si favorirà anche la presenza dello Stato. Questo avverrà tramite presidi delle Forze di polizia. I beni confiscati non sono solo un simbolo. Rappresentano la vittoria dello Stato sulla criminalità organizzata. Diventano strumenti concreti di crescita. Promuovono sicurezza e coesione sociale.
Investimenti regionali per legalità e riuso
L'assessore Antonio Montuoro ha ringraziato l'Agenzia nazionale per i beni confiscati. Ha lodato la proficua collaborazione istituzionale. Ha apprezzato la sinergia costruita negli anni. Ha ringraziato anche il Ministero dell'Interno e la sottosegretaria Wanda Ferro. È stata costantemente al fianco della Regione nelle azioni intraprese. La Regione Calabria è quella che ha investito di più su questo fronte. Ha destinato oltre 40 milioni di euro ai beni confiscati. Circa 10 milioni sono per i presidi di legalità. Questi includono caserme e immobili per le forze di polizia. Questo è frutto di un lavoro condiviso. La condivisione è avvenuta con le autorità di pubblica sicurezza e gli uffici giudiziari. Il rinnovo di questo protocollo rappresenta la prosecuzione di un percorso virtuoso. Si intende rafforzarlo ulteriormente. Una nuova programmazione riguarderà i presidi di legalità. Riguarderà anche il riutilizzo degli immobili confiscati. Si punterà su progetti di grande rilevanza per il territorio. L'assessore Montuoro ha ringraziato il presidente Roberto Occhiuto. Ha apprezzato la fiducia accordatagli per la sottoscrizione dell'intesa.