Cronaca

Brescia: Truffa Superbonus, sequestro da 3,5 milioni

21 marzo 2026, 08:22 3 min di lettura
Brescia: Truffa Superbonus, sequestro da 3,5 milioni Immagine generata con AI Roma
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La Guardia di Finanza di Brescia ha sequestrato oltre 3,5 milioni di euro nell'ambito di un'indagine su una presunta truffa legata al Superbonus edilizio. Cinque persone sono indagate per aver generato crediti fiscali fittizi relativi a lavori mai eseguiti.

Superbonus: Fiamme Gialle Brescia Sequestrano 3,5 Milioni

I finanzieri del Comando provinciale di Brescia hanno agito con urgenza. Hanno disposto sequestri per un valore superiore a 3,5 milioni di euro. L'operazione riguarda il Superbonus 110%.

Le indagini hanno svelato una presunta truffa ai danni dello Stato. Si ipotizza la creazione di crediti fiscali falsi. Questi crediti sarebbero legati a presunti interventi di efficientamento energetico.

Tali lavori, secondo gli inquirenti, non sarebbero mai stati eseguiti. In alcuni casi, sarebbero stati completati solo parzialmente. Inoltre, sarebbero stati realizzati oltre i termini previsti. Questo impedirebbe l'accesso all'agevolazione del 110%.

L'inchiesta è complessa e si estende su un'ampia area geografica. Ha coinvolto diverse province nel Nord, Centro e Sud Italia. Le indagini sono ancora in corso per chiarire tutti i dettagli.

Indagine Partita da Segnalazione Agenzia delle Entrate

L'attività investigativa ha preso avvio da una segnalazione specifica. A farla è stata l'Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale di Brescia. Sono state rilevate anomalie evidenti.

Le anomalie riguardavano crediti d'imposta generati da una società. Questa operava come General Contractor. I crediti erano legati a presunti lavori di riqualificazione energetica. Gli interventi sarebbero stati effettuati su condomini nella provincia bresciana.

Già in una fase iniziale, le indagini avevano portato a risultati concreti. Erano stati individuati crediti d'imposta ritenuti fittizi. Il loro valore ammontava a circa 1,6 milioni di euro. Questi sono stati sottoposti a sequestro.

Una parte di questi crediti era presente nel cassetto fiscale del General Contractor. Altri si trovavano nei cassetti fiscali dei cessionari. Non erano ancora stati compensati dalle società beneficiarie.

Sistema Fraudolento Ampliato: 12 Condomini Coinvolti

Gli approfondimenti investigativi successivi sono stati cruciali. Sono state analizzate grandi quantità di materiale informatico e documentale. Questo era stato acquisito durante perquisizioni mirate. Le perquisizioni avvennero contestualmente al primo sequestro.

Queste attività hanno permesso di ricostruire un sistema fraudolento più esteso. La truffa sarebbe stata perpetrata attraverso la generazione di ulteriori crediti d'imposta. Si presume fossero inesistenti. Questi si riferivano all'esecuzione di lavori mai effettuati o non conclusi.

L'indagine ha messo in luce il coinvolgimento di ben 12 condomini. Questi si trovano in diverse località: Napoli, Frosinone, Messina e, naturalmente, Brescia. La rete criminale sembrava ben organizzata.

Il meccanismo fraudolento sfruttava le agevolazioni fiscali previste dal Superbonus. L'obiettivo era ottenere indebiti vantaggi economici.

Sequestro Aggiuntivo e Denunce: 5 Persone Indagate

A seguito della ricostruzione del sistema fraudolento, è stato necessario un ulteriore intervento. È stato eseguito un nuovo provvedimento di sequestro. Questo ha riguardato ulteriori 1,9 milioni di euro. Il sequestro è avvenuto anche per equivalente.

Durante l'esecuzione di questo secondo sequestro, sono stati confiscati beni significativi. Oltre ai crediti fittizi nel cassetto fiscale del General Contractor, sono stati sequestrati diversi immobili. Questi beni si trovano nelle province di Roma e Palermo.

Le indagini hanno portato alla denuncia di 5 persone. Queste persone sono ritenute responsabili, in concorso tra loro. Le accuse sono di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Vi è anche l'accusa di auto-riciclaggio di proventi illeciti.

Il reato di auto-riciclaggio è contestato perché parte dei crediti potenzialmente illeciti sarebbero già stati ceduti. La cessione è avvenuta nei confronti di diversi soggetti terzi, i cessionari.

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