Besana: gaffe sul referendum, centrodestra pubblica dati errati
Notiziario comunale Besana: errore referendum
Un clamoroso errore di comunicazione ha interessato l'ultimo numero de 'Il Besanese', il notiziario ufficiale del Comune di Besana Brianza. Il gruppo consiliare Centrodestra Besana ha pubblicato un articolo sui referendum in cui ha confuso le imminenti consultazioni del 22 e 23 marzo con i quesiti abrogativi risalenti al 2022.
L'articolo, distribuito nelle cassette postali di tutti i cittadini, invitava a votare su questioni referendarie già concluse quattro anni fa, trasformando di fatto il notiziario in un veicolo di informazione imprecisa e datata. L'errore non è stato un semplice refuso, ma un intero impianto argomentativo basato su consultazioni passate.
Reazioni delle opposizioni e giustificazioni
La svista ha immediatamente sollevato le critiche delle forze di opposizione, tra cui Besana per Tutti, Besana for Future e il Partito Democratico. Essi accusano il gruppo di aver utilizzato uno strumento istituzionale come megafono di propaganda superficiale e, soprattutto, errata.
La giustificazione fornita dal Centrodestra Besana, che parla di un «disguido» e di una «versione non coerente del documento finale» diffusa per errore, non è stata sufficiente a placare le polemiche. Le opposizioni definiscono la spiegazione inadeguata di fronte alla gravità dell'errore.
Critiche sul metodo e ruolo dell'informazione
I gruppi di centrosinistra sottolineano come il problema non sia solo l'errore in sé, ma ciò che esso rivela: una presunta mancanza di controllo sui contenuti destinati a informare i cittadini su temi di rilevanza nazionale e locale. Il notiziario comunale, percepito come canale istituzionale, non dovrebbe essere utilizzato per interventi politici imprecisi.
Secondo le opposizioni, questo episodio mina la fiducia dei lettori e sminuisce il ruolo dell'informazione pubblica. Viene richiesta una rettifica ufficiale e delle scuse ai cittadini, considerando l'episodio più come un «cortocircuito comunicativo» che una semplice gaffe. In un momento cruciale per il dibattito sulla giustizia e sulla Costituzione, l'amministrazione comunale sembra essersi fermata al 2022.