Benzinai: commissione bloccata, chiedono intervento di Meloni
Critiche alla Commissione Prezzi Carburanti
Le principali associazioni di categoria dei benzinai, Faib e Fegica, hanno espresso forte disappunto per l'esito dell'ultima riunione della Commissione di intervento rapido sui prezzi. La commissione, convocata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), non avrebbe prodotto alcun risultato concreto.
Secondo le associazioni, il Ministro Urso avrebbe minimizzato la situazione italiana sui prezzi dei carburanti, paragonandola favorevolmente a quella di altri paesi. Questo approccio, sottolineano Faib e Fegica, ometterebbe dati fondamentali per una corretta analisi, presentando un quadro falsamente rassicurante.
Mancanza di Controlli e Speculazione
Un punto critico sollevato nella nota congiunta riguarda la totale assenza di menzioni riguardo a verifiche e ispezioni sulla filiera dei carburanti. Le associazioni lamentano che non sia stata dedicata alcuna attenzione alla lotta contro la speculazione, in particolare quella operata dai cosiddetti «speculatori in giacca e cravatta».
La mancanza di azioni concrete contro la speculazione e per il contenimento dei costi lascia gli operatori del settore e i consumatori senza risposte efficaci. La riunione della commissione si sarebbe quindi rivelata infruttuosa.
Appello Diretto al Presidente del Consiglio
Di fronte a questo stallo, Faib e Fegica si rivolgono direttamente al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Chiedono un suo intervento per fornire una lettura più realistica degli eventi e una direzione chiara per il futuro del settore dei carburanti.
Le associazioni ribadiscono la necessità di un quadro normativo più chiaro e di un assetto più efficiente e razionale per la rete distributiva. L'obiettivo è anche quello di contrastare le forme di illegalità che, a loro dire, distorcono il mercato e influenzano negativamente i prezzi.
Riforma del Settore Ferma da Anni
In particolare, i Gestori insistono sull'approvazione della riforma del settore carburanti, ferma da oltre due anni nei cassetti del Mimit. Questa riforma è considerata determinante per migliorare l'efficienza, la competitività e la razionalità della rete distributiva.
L'approvazione della riforma è vista come un passo fondamentale per espellere le pratiche illegali che attualmente inquinano il mercato e i prezzi dei carburanti, a beneficio sia degli operatori che dei consumatori finali.