Cronaca

Batteri interplanetari: studio rivela la loro incredibile resistenza

22 marzo 2026, 08:30 2 min di lettura
Batteri interplanetari: studio rivela la loro incredibile resistenza Immagine da Wikimedia Commons Roma
AD: article-top (horizontal)

Resistenza batterica a impatti spaziali

Batteri potrebbero essere in grado di viaggiare tra pianeti, trasportati da detriti espulsi nello spazio a seguito di violenti impatti di asteroidi. Questa capacità di sopravvivenza in condizioni estreme è il risultato di uno studio condotto dalla Johns Hopkins University, i cui esiti sono stati pubblicati sulla rivista Pnas Nexus.

La ricerca suggerisce che i microrganismi possono resistere a sollecitazioni ben maggiori di quanto si pensasse in precedenza. Questo apre nuove prospettive sull'origine della vita sulla Terra, ipotizzando che possa essere giunta da corpi celesti vicini.

Implicazioni per la ricerca spaziale e l'origine della vita

Le scoperte hanno importanti ripercussioni anche sulle procedure adottate dalle missioni spaziali per prevenire la contaminazione da forme di vita aliene. La capacità di questi batteri di sopravvivere a viaggi interplanetari pone interrogativi fondamentali sulla diffusione della vita nell'universo.

I ricercatori hanno focalizzato la loro attenzione sul batterio Deinococcus radiodurans, noto per la sua eccezionale resistenza a condizioni ambientali ostili, incluse temperature estreme e radiazioni intense, oltre a una notevole capacità di autoriparazione.

Simulazione di impatti e risultati sorprendenti

Per replicare le immense pressioni generate dall'impatto di un asteroide e la conseguente espulsione di materiale, il team di ricerca ha utilizzato un esperimento mirato. Il microrganismo è stato posizionato tra due piastre metalliche e colpito da un proiettile sparato con una pistola a gas, generando pressioni fino a circa 3 gigapascal.

A titolo comparativo, la pressione al punto più profondo della Fossa delle Marianne è di circa un decimo di gigapascal. I risultati hanno evidenziato una resistenza batterica superiore alle attese: il 100% dei microrganismi è sopravvissuto a pressioni di 1,4 gigapascal, mentre il 60% è rimasto vitale anche a 2,4 gigapascal, nonostante evidenti danni alle membrane e a livello interno.

Nuove ipotesi sulla vita extraterrestre

«Ciò significa che la vita può potenzialmente spostarsi tra i pianeti», ha dichiarato Lily Zhao, autrice principale dello studio. «Forse siamo marziani», ha aggiunto, suggerendo la possibilità che la vita sulla Terra possa avere origini extraterrestri.

Questi risultati potrebbero influenzare le future strategie di esplorazione spaziale e la ricerca di vita al di fuori del nostro pianeta, confermando la resilienza della vita in contesti cosmici.

AD: article-bottom (horizontal)