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La sanità territoriale lucana, in particolare la Continuità Assistenziale, è al centro di forti preoccupazioni. Le decisioni sull'accorpamento delle sedi di guardia medica rischiano di penalizzare le aree interne e i piccoli comuni, minacciando il diritto alla salute dei cittadini.

Preoccupazione per la sanità territoriale lucana

La situazione attuale della sanità in Basilicata desta seria apprensione. Il consigliere regionale Piero Marrese, esponente di Basilicata democratica, ha espresso profonda preoccupazione. La sua attenzione si concentra sul servizio di Continuità Assistenziale.

Questi sviluppi non possono essere ignorati. La rete sanitaria regionale sta subendo riorganizzazioni significative. Tali modifiche sono collegate anche all'attuazione del Pnrr.

La direttiva dell'Asp prevede la delocalizzazione e l'accorpamento di diverse sedi di guardia medica. Questo porterà alla chiusura di alcune strutture. Altre sedi vedranno una riduzione del servizio, operando solo a giorni alterni.

Un passo indietro per il diritto alla salute

Questa riorganizzazione rappresenta un grave arretramento. Il diritto alla salute dei cittadini lucani è messo a rischio. Le aree interne e i centri con bassa densità abitativa sono i più colpiti.

Questi territori affrontano già sfide quotidiane. Lo spopolamento è una realtà costante. Le difficoltà infrastrutturali sono evidenti. La carenza di servizi essenziali aggrava ulteriormente la situazione.

La riduzione della presenza delle guardie mediche è inaccettabile. Lascia intere comunità senza un presidio sanitario fondamentale. Questo è particolarmente vero durante le ore notturne e nei giorni festivi.

Le aree interne penalizzate dai tagli

L'aumento del senso di isolamento e insicurezza è una conseguenza diretta. Colpisce famiglie, anziani e persone fragili. Questi tagli non possono essere giustificati da mere logiche numeriche.

La riorganizzazione della sanità territoriale non deve tradursi in un arretramento dei servizi. Non deve penalizzare i piccoli comuni. La salute è un diritto costituzionale.

Il Pnrr dovrebbe essere un'opportunità di rafforzamento. La sanità di prossimità necessita di essere potenziata. Non può essere ulteriormente impoverita.

Richiesta di sospensione e intervento regionale

Per queste ragioni, si chiede un intervento immediato. L'Asp è invitata a sospendere l'applicazione di questo provvedimento. La Giunta regionale deve agire con prontezza.

L'obiettivo è garantire il diritto alla salute per tutti i cittadini lucani. È fondamentale assicurare la presenza costante dei presidi di Continuità Assistenziale. Questo deve avvenire in tutti i comuni della Basilicata.

È necessario un confronto costruttivo. Questo dialogo deve coinvolgere i territori, i sindaci e gli operatori sanitari. Si devono trovare soluzioni condivise.

L'efficienza organizzativa deve andare di pari passo con la tutela delle comunità locali. La salute non può essere ridotta a criteri numerici o ragionieristici. È un diritto universale.

La salute va garantita ovunque, senza distinzioni. Non devono esistere cittadini di serie A o serie B. Questo principio deve guidare ogni decisione in materia sanitaria.