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La Basilicata attende ancora uno sviluppo concreto nonostante decenni di patti e promesse. Le iniziative istituzionali sembrano produrre solo parole, mentre la regione arranca.

Tanti patti, pochi risultati concreti

Sono stati siglati numerosi accordi per il rilancio. Si parla di sviluppo, crescita e lavoro. Questi patti coinvolgono istituzioni e parti sociali. Tuttavia, i risultati tangibili rimangono elusivi. Nessuno rende conto del percorso seguito. Le promesse sembrano effimere come scritte sulla sabbia.

Le iniziative spesso si limitano a presentazioni di effetto. Si utilizzano slide accattivanti per creare un'illusione di progresso. Questa strategia non porta a miglioramenti reali. Si moltiplicano i tavoli di confronto su vari settori. Si discute di occupazione, agricoltura e innovazione. Questi incontri seguono i patti iniziali. Vengono firmati protocolli d'intesa di ogni tipo. Si stipulano accordi di collaborazione che poi svaniscono.

Protagonisti immutati e promesse ripetute

Le stesse figure ricoprono ruoli di primo piano da anni. Con notevole audacia, continuano a proporre nuovi patti. La regione è diventata un vero e proprio "pattificio". Attorno a loro operano esperti ben remunerati. Offrono lezioni su dati e strategie per brevi periodi. Presidenti e direttori si esibiscono in discorsi prolissi. Il pubblico, spesso annoiato, attende la fine degli interventi.

Ogni evento viene presentato come un momento storico. Si parla di svolte decisive per risolvere problemi annosi. Questo copione si ripete da vent'anni. I patti cambiano nome, ma i protagonisti restano gli stessi. A distanza di tempo, non si sa che fine abbiano fatto le promesse. La svolta procede a passo di gambero. I problemi diventano sempre più complessi.

La Basilicata attende soluzioni vere

Mentre si "patteggia", la Basilicata affronta difficoltà crescenti. Non mancano persone con la volontà di agire per il bene comune. Esiste onestà intellettuale in molti operatori. Tuttavia, molti protagonisti dei patti e dei tavoli mantengono le loro posizioni. Cambiano cavallo, ma non la loro influenza. Alcuni hanno persino favorito parenti e affini. La regione, però, non è ancora "sistemata". Rimane tale solo per le occasioni di festa.

Servirebbe un patto che funzioni davvero. Si potrebbe imparare dalle formiche. Un proverbio dice: "Se le formiche si mettono d'accordo, possono spostare un elefante." Il problema è che al tavolo delle trattative prevalgono le cicale. Le cicale trasformano rapidamente ogni confronto in un banchetto. Poi, chi si è visto si è visto. Le formiche locali sembrano mancare di feromoni per comunicare efficacemente. Si spera che si avveri l'ipotesi che "anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano".